Cosenza Calcio, crescono le quotazioni del ds Meluso

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Corsi e ricorsi storici. Nel senso che tutto, e tutti in questo caso, tornano da dove sono partiti. Il Cosenza, congedatosi da Gigi Condò e con l’imminente addio di Ciccio Marino, sta sondando da qualche settimana il terreno per sostituire il dg in maniera adeguata. Il presidente Guarascio ha più volte sottolineato che i rossoblù avranno un direttore sportivo che possa definirsi tale, da qui i contatti (raffreddati) con Alessandro Battisti e (più recenti e degni della massima attenzione) con Giovanni Dolci del Como. Il nome che ribolle, tuttavia, è quello di un cosentino purosangue che conosce a menadito la Prima divisione: Mauro Meluso. Classe 1965, è nato e cresciuto in uno dei quartieri più popolari della città ed ha ricoperto fino all’anno scorso l’incarico di responsabile dell’area tecnica al Frosinone, club a cui è legato fino al prossimo 30 giugno. Vanta conoscenze importanti nel mondo del calcio e in passato si è distinto per la qualità del suo lavoro alla guida del Pisa, della Sangiovannese e del Padova. Con le due toscane sfiorò la promozione in Serie B perdendo rispettivamente finale e semifinale playoff nel 2003 e nel 2006, con i veneti invece allestì l’organico che venne promosso tra i cadetti nel 2009. Nel ricco curriculum ci sono delle collaborazioni col Parma e due campionati importanti in Ciociaria sempre proiettati con il naso all’insù. Dalle indiscrezioni raccolte, gli abboccamenti con il presidente Guarascio e con l’amministratore delegato Quaglio andrebbero avanti da un po’ di tempo. L’idea sarebbe quella di garantire ancora, dopo le esperienze di Fiore e Marino, il tocco di cosentinità alla guida della squadra, ma la concorrenza di Dolci è agguerrita. Meluso potrebbe tornare all’ombra della Sila dopo 34 anni, vale a dire da quando fu ingaggiato dalla Lazio. Sul finire degli anni ’70 militava nella formazione giovanile della Panebianco, l’espressione del rione in cui risiedeva. Giocava bene e si distingueva dai pari età tanto da essere notato dal Napoli allenato da Sormani. Fu Franco Janich (bandiera della Lazio e del Bologna scudettato degli anni ’60) a cercare un contatto col padre che non volle sapere di lasciarlo partire. Nel 1980, tuttavia, alla Lazio non si poté dire di no. Esordì in serie A qualche anno più tardi ed ebbe un’onesta carriera fino ad appendere le scarpe al chiodo per intraprendere la professione di ds al Teramo.

Antonio Clausi

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