«Favorì la latitanza di Matacena», arrestato a Roma l’ex ministro Scajola

Schermata 2014-05-08 a 12.33.31Claudio Scajola è stato arrestato dalla Direzione Investigativa Antimafia di Reggio Calabria in un noto albergo di Roma. L’ex ministro, a quanto si apprende fonti parlamentari, è stato condotto nel carcere di Regina Coeli. Sono in corso di esecuzione 8 provvedimenti restrittivi, che riguardano, oltre a Scajola, personaggi legati al noto imprenditore reggino ed ex parlamentare Amedeo Matacena, latitante a seguito di una condanna definitiva a cinque anni e quattro mesi di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.

Scajola «ha concorso a mantenere la latitanza di Amedeo Matacena. Si è prodigato per trovare riferimenti all’estero presso i quali l’ex parlamentare avrebbe potuto trovare ospitalità per continuare la sua latitanza», dice all’Adnkronos il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho.
L’operazione, sottolinea, «è frutto di un approfondimento sviluppato nell’ambito dell’indagine “Breakfast”». In particolare, spiega il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, «è emersa l’esistenza di un gruppo di persone che tendeva a consentire” all’ex parlamentare di Forza Italia ”di sottrarsi all’esecuzione della pena». Giuseppe Lombardo, sostituto procuratore distrettuale antimafia di Reggio Calabria, dichiara all’Adnkronos: «Scajola è stato arrestato in un noto albergo di Roma. Sono in corso perquisizioni nelle sue abitazioni, studi privati da lui utilizzati e anche automobili». Nel blitz «sono 9 le persone indagate, 8 quelle colpite da provvedimenti cautelari. Altre 9 non sono indagate ma interessate dall’attività di perquisizione». L’operazione, spiega, «è uno spezzone di un’inchiesta più ampia, la “Breakfast”, con cui puntiamo a ricostruire le relazioni nazionali e internazionali della ‘ndrangheta soprattutto in quegli ambiti strategici che possono essere la politica, l’alta finanza e il sistema bancario. Ma ci sono altri “circuiti relazionali” di alto profilo su cui stiamo puntando l’attenzione, e indaghiamo a fondo». E’ in corso di esecuzione, spiega ancora Lombardo, «una serie di perquisizioni in diverse aree del Paese, che riguardano soggetti in passato collegati ad associazioni segrete e circuiti occulti di cui la ‘ndrangheta si serve. Vogliamo capire – rimarca il sostituto procuratore distrettuale antimafia – quale è la vera natura di queste relazioni, e se questi soggetti sono entrati stabilmente a far parte della ‘ndrangheta o la favoriscono dall’esterno». Matacena è stato colpito da provvedimento restrittivo insieme alla moglie Chiara Rizzo e alla madre Raffaella De Carolis. Tra gli arrestati, spiega la Dia, ci sono poi «Martino Politi, Antonio Chillemi e la segretaria di Scajola, Roberta Sacco. I soggetti coinvolti sono gravemente indiziati a vario titolo di aver, attraverso la loro interposizione, agevolato l’imprenditore Matacena ad occultare la reale titolarità e disponibilità dei suoi beni, nonché di aver favorito la latitanza all’estero di quest’ultimo». Sono in corso numerose perquisizioni in Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Lazio, Calabria e Sicilia, oltre a sequestri di società commerciali italiane, collegate a società estere, per un valore di circa 50 milioni di euro. L’indagine denominata “Breakfast” da più di due anni vede impegnata la Dia di Reggio nella ricerca dei reinvestimenti di capitali illeciti, movimentati dalla ‘ndrangheta in Italia ed all’estero. La storia di Amedeo Matacena, ex deputato di Forza Italia e rampollo di una famiglia di armatori, è una parabola politica culminata con l’elezione in Parlamento. Nel processo a suo carico è emerso l’appoggio delle cosche di ‘ndrangheta di Reggio Calabria per la sua elezione. Matacena era stato localizzato e arrestato a Dubai lo scorso agosto ma era tornato in libertà nell’ottobre successivo. Silvio Berlusconi, commentando la notizia dell’arresto dell’ex ministro, ha dichiarato ai microfoni di Radio Capital: «No, non avevamo nessun sentore di un’inchiesta giudiziaria su Scajola. Sono addolorato per lui, mi dispiace». L’ex premier ha assicurato che l’ex ministro è stato escluso dalla liste azzurre per le europee non per l’inchiesta, ma «perché, a seguito di un sondaggio, abbiamo rilevato che la sua candidatura avrebbe portato a una diminuzione del voto globale dei nostri sostenitori».

Adnkronos

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