Lanzetta, Carbone, Rubbettino: i nomi di Renzi contro i soliti “accorduni”

ImmagineI “Gattopardi” in salsa calabra. L’esito del voto delle Europee, con il trionfo senza precedenti di Matteo Renzi (di lui, non del Pd…), già fa gongolare i trasformisti e gli specialisti del salto della quaglia, che in Calabria storicamente abbondano. Strane manovre nel panorama politico calabrese: si vocifera di contatti fitti tra esponenti di spicco del Pd regionale e spezzoni del centrodestra (soprattutto del Nuovo…) finalizzati a intese elettorali in vista delle Regionali. Intese? Meglio definirli “accorduni”, quelli che da sempre sgovernano la Calabria, e che anche nell’era Scopelliti e nell’era dei cinghiali non sono mancati. Basti pensare all’opposizione pari allo zero in consiglio regionale da parte dello stesso Pd, che qui in Calabria è cosa ben diversa da quello nazionale. L’esultanza dei democrat per il successo delle Europee anche nella nostra regione è del tutto fuori luogo, perché senza l’effetto Renzi le cose probabilmente sarebbero rimaste come prima, e poi in Calabria il centrodestra è andato meglio che nel resto del Paese. Solo che adesso il centrodestra è dilaniato da “faide” feroci, come quella tra il gruppo Scopelliti e il gruppo Gentile, e già vive la sindrome delle fughe in massa e delle transumanze, attirate dalle “sirene” democrat. Ne uscirebbe fuori la solita “melma” calabrese, l’ennesimo segnale di conservazione mentre tutto il mondo gira. Soprattutto, un segnale di controtendenza rispetto all’impronta che Renzi ha dato al partito. Forse anche per questo, nelle occasioni in cui è sceso in Calabria, il leader del Pd ha fatto chiaramente intendere che per scegliere il candidato governatore della Regione sarebbe meglio non fare le primarie: un consiglio lungimirante, visto che al Sud e in particolare in Calabria le primarie vengono puntualmente “inquinate” dalla pratica degli “accorduni” di cui sopra, la pratica preferita dai “capibastone” che ancora dettano legge nel Pd calabro. E forse anche per questo che da Roma accreditate fonti del Pd fanno capire che Renzi e il stato maggiore del partito vorranno imprimere alle Regionali un carattere di novità e di rottura, quel carattere che le primarie invece disperderebbero. E già girebbero identikit di ideali candidati governatori (e probabili futuri governatori): se si dovesse scegliere un volto politico, ecco che i nomi più gettonati sarebbero quelli dell’attuale ministro Maria Carmela Lanzetta (nella foto in alto con Renzi) o del parlamentare cosentino Ernesto Carbone, renziano “doc”. Se invece si dovesse scegliere al di fuori del partito, ecco spuntare nomi come l’editore Florindo Rubbettino. A sentire i big, le primarie sono un “totem” non aggirabile. Ma molti, soprattutto tra i giovani militanti, auspicano che dopo aver “rottamato” l’Italia Renzi adesso “rottami” anche il peggio della Calabria.

Antonio Cantisani

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