Armi chimiche: no all’idrolisi nel Mediterraneo Il professore greco Pissias a Reggio avverte sui pericoli dell’operazione

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giunto qualche giorno fa sulle coste calabresi insieme al consigliere delle Isole Ioniche Theodoros Boukas. La loro presenza ha avuto un unico obiettivo: “Dobbiamo sensibilizzare la gente e non lasciare la possibiulità di realizzare questa operazione”. Per questo motivo nella due giorni che ha visto Pissias e Boukas muoversi tra Gioia Tauro, San Ferdinando e Reggio Calabria, sono stati realizzati incontri con cittadini, comitati, giornalistii per informare sui reali pericoli dell’operazione di trasbordo delle armi chimiche nel porto di Gioia Tauro e della successiva idrolisi delle stesse nel mare al largo di Creta. “Ci sono alcune sostanze così potenti – afferma Pissias – che ne basta un solo litro per uccidere 100 mila persone, più o meno come una bomba di Nagasaki”. E a chi gli faceva notare che il governo italiano garantiva sulla sicuyrezza dell’operazione, lui ha risposto: “Anche il governo greco prova a tranquillizzare la gente ma nessuno scienziato difende e sostiene questa decisione. Tutti noi siamo d’accordo che questa operazione è pericolosa”. Ad organizzare l’intensa due giorni è stato il coordinamento SOS Mediterraneo. La prima tappa è stata, simbolicamente, il porto di Gioia Tauro dove Pissias e Theodoros hanno incontrati attivisti del territorio, nonchè il deputato Sebastiano Barbanti, con il quale i due ospiti greci hanno avuto un momento di confronto. Subito dopo, una conferenza stampa presso la sala consiliare del comune di San Ferdinando moderata dal Coordinamento SOS Mediterraneo, durante la quale sono stati forniti ulteriori chiarimenti ai presenti. Il professor Pissias è più volte tornato sugli enormi pericoli connessi al procedimento di idrolisi in mare aperto e sull’importanza di una mobilitazione anche in Italia, in modo da potere condurre, in sinergia con le mobilitazioni greche, un’azione di sostegno reciproco. Inoltre da parte dei comitati di Creta si sta predisponendo una grande iniziativa volta a ostacolare l’operazione di idrolisi mediante l’occupazione dello spazio marittimo al largo di Creta, designato per l’operazione in questione. Subito dopo un dialogo con alcuni dei rappresentanti sindacali dei portuali del Sul che hanno espresso le loro preoccupazioni “su una vicenda che continua ad apparire molto confusa ed inquietante”, i due ospiti greci sono arrivati a Reggio Calabria per un dibattito pubblico con i cittadini in piazza Italia, preceduto alle 19 da un significativo flash mob, nel quale tutti i presenti hanno indossato mascherine anti-gas e tenuto in mano cartelli di denuncia del pericolo che incombe sul Mediterraneo. Infine Pissias ha avuto un intenso scambio di opinioni con Salvatore Tredici, pescatore e grande conoscitore di tutte le problematiche ambientali marittime connesse alla pesca. Un momento significativo “poichè – conclude Pissias – in questa battaglia è decisivo anche il coinvolgimento dei pescatori”.

Laura Sidari

 

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