Un flash mob contro le armi chimiche siriane. E la Prefettura vieta il volo sul porto

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“Noi lamentiamo l’abbandono del territorio. Non siamo stati informati per niente. È stato fatto solo un misero e vergognoso volantino, senza misure di precauzione, nessuna norma comportamentale. La popolazione non sa niente”. È quanto lamentano gli attivisti del movimento Sos Mediterraneo, gemellato con l’analogo movimento greco, che hanno partecipato questa mattina al flash mob all’Arena dello Stretto di Reggio Calabria contro il
trasbordo delle armi chimiche siriane. Le operazioni inizieranno mercoledì.

Il gruppo ha organizzato a San Ferdinando, dove ricade gran parte del territorio comunale interessato, un convegno sulla pericolosità delle sostanze. “Le istituzioni e la politica erano assenti. Ci auguriamo che dopodomani non vengano a farsi vedere davanti alle telecamere, chiediamo loro un po’ di dignità umana verso di noi persone perché non ci hanno trattato come tali”, proseguono gli attivisti. “Dovevano almeno dare una corretta informazione”. Quanto alla pericolosità delle operazioni, Domenico Pirrottina precisa che “gli scienziati ci hanno detto che l’idrolisi in mare può durare tre, quattro, cinque mesi e quindi noi ci possiamo aspettare che in caso di cattivo tempo e condizioni avverse c’è il rischio che si torni in stato di allerta. Per non parlare del pericolo ecosistema e dell’effetto di queste sostanze che vanno a contatto col mare”.

Le disposizioni della Prefettura
Intanto anche la Prefettura di Reggio Calabria si sta preparando all’arrivo della nave. Venerdì si è tenuta, scrivono dal palazzo di governo, una “riunione tecnica di coordinamento delle forze di polizia per un aggiornamento sulle predisposizioni di misure di ordine pubblico in occasione delle operazioni di trasbordo di containers contenenti gli agenti chimici provenienti dalla Siria, che avranno inizio il 2 luglio prossimo.  All’incontro hanno partecipato oltre al questore, al comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri, al comandante provinciale della Guardia di finanza, il direttore marittimo interregionale della Calabria e Basilicata, i rappresentanti del Ministero della Difesa, della Marina militare e della Capitaneria di  porto di Gioia Tauro.
Sono stati verificati e puntualmente specificati i meccanismi e le predisposizioni di ordine e sicurezza pubblica. Sono state predisposte attente misure per il controllo, in particolare, della zona portuale e di quelle circostanti con specifici “cancelli” sorvegliati dalle forze dell’ordine e sorveglianza continua in mare”.
“L’Enac ha emesso, su richiesta di questo ufficio – continua la nota – il divieto di sorvolo nella citata area dal giorno 1 al successivo 3 luglio. Non si potrà accedere ai luoghi per un raggio di circa 1.100 metri dal sito portuale interessato dalle operazioni. In prossimità della stessa area delle operazioni è stato previsto un posto di Comando avanzato, allestito dal Comando dei vigili del fuoco (postazione di coordinamento in loco), composto dagli stessi vigili del fuoco, dal Sueam-118, dalle forze dell’ordine, dalla Capitaneria di porto, dalla Marina militare, dall’Arpacal e da rappresentanti dell’Autorità portuale e dal responsabile della società Mct. E’ stato previsto, altresì, un presidio dei vigili del fuoco, attrezzato con  speciali strumentazioni, tra cui apparecchiatura SIigis 2, messa a disposizione dal dipartimento dei vigili del fuoco del Ministero dell’Interno, per l’eventuale immediata rilevazione di rilascio di sostanze chimiche. Negli stessi luoghi sarà, inoltre, allestita una postazione medica avanzata a cura del Suem. Con l’occasione è stato comunicato che un manifesto informativo, predisposto d’intesa fra i sindaci di San Ferdinando, di Rosarno e il commissario di Gioia Tauro, verrà affisso nei citati Comuni.
Gli stessi amministratori, peraltro, avevano partecipato a tutte le riunioni convocate da questa Prefettura per la predisposizione del Piano di Difesa civile, adottato dal prefetto lo scorso 18 giugno”.
Nella mattina di venerdì “si è insediata la sala operativa presso questa Prefettura, ed in quella sede i rappresentanti dei predetti Comuni hanno, tra l’altro, fatto presente che, oltre al manifesto da affiggere nel pomeriggio, avrebbero proceduto a distribuire, a loro cura e nuovamente, copie del depliant informativo diramato lo scorso febbraio dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, presso strutture commerciali e altri luoghi pubblici, nonchè locandine dello stesso manifesto. Si comunica, inoltre, che la sala operativa sarà attiva ininterrottamente e sarà presidiata da rappresentanti delle forze dell’ordine, dei vigili del fuoco, della Capitaneria di  porto, del Suem, dell’Arpacal, e dei tre Comuni interessati. Per il prossimo 2 luglio è stato convocato in via permanente  il Centro di monitoraggio e di controllo, coordinato dal Prefetto e composto dal vicepresidente della Regione Calabria, dal presidente della Provincia, dal commissario straordinario del Comune di Gioia Tauro, dai sindaci di Rosarno e San Ferdinando, dai responsabili provinciali delle forze di polizia, da rappresentanti della Marina militare, dal comandante dei vigili del fuoco, dal direttore marittimo della Calabria e della Lucania,  dal comandante della Capitaneria di Porto di Gioia Tauro, dal commissario straordinario dell’Autorità portuale, dal commissario straordinario dell’Asp e dal direttore generale dell’Arpacal. Il predetto Centro ha il compito di monitorare in via continuativa le operazioni di trasbordo fino alla loro ultimazione. Il Centro si insedierà il Primo luglio nel corso di una riunione alla quale interverranno anche i Rappresentanti del Ministero degli Affari esteri, nonchè tecnici dell’Istituto superiore per la Protezione e la ricerca ambientale”.

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