Regionali, quegli imprenditori “acrobati”…

Ci sono più elementi che accomunano due tra i più noti imprenditori calabresi, il “re del tonno” Pippo Callipo e Paolo Abramo, presidente della Camera di Commercio di Catanzaro. Il primo è la presenza di entrambi alla convention di avvio della campagna elettorale di Wanda Ferro con il consigliere politico di Berlusconi Giovanni Toti: presenza molto “mediatica” e molto appariscente per Callipo, presenza più discreta per Abramo. Il secondo è l’atteggiamento, da parte dei due, molto “ondeggiante” nei confronti della politica, diciamo della politica ”politicante”. Dalla quale dicono sempre di voler essere a debita distanza, salvo poi subirne spesso il fascino. Pippo Callipo, già candidato alla presidenza della Regione nel 2010 contro Scopelliti e soprattutto Loiero, qualche tempo fa ha annunciato una sua nuova “discesa in campo” in autonomia perché stanco del disastro in cui i vari schieramenti hanno ridotto la Calabria nella loro alternanza al governo calabrese. Tempo un paio di giorni e Callipo ha ricevuto nella sua azienda la visita di Mario Oliverio, candidato alla presidenza della Regione per il centrosinistra: scambio di apprezzamenti e analisti politici pronti a scommettere su un “endorsement” di Callipo per Oliverio. Invece l’endorsement definitivo di Callipo è stato poi per la candidata governatore per il centrodestra Ferro, che Callipo alla fine ha preferito a Oliverio condividendone il programma e la composizione delle liste (in una delle quali – giusto come dato di cronaca – è candidato Giuseppe Mangialavori, nipote dello stesso Callipo…) Insomma, in poche settimane Callipo è passato dal correre da solo al correre sulla corsia sinistra per finire a correre sulla corsia destra. Tutto molto veloce, anche un po’ strano francamente. Più “sincopati” i passaggi di Paolo Abramo, che le “sirene” della politica le ha sentite prima di Callipo anche se non ha avuto fortuna alcuna. Candidato alle Politiche del 2008 con il centrosinistra di Veltroni, ma non eletto, poi candidato alle Regionali 2010 con il centrosinistra di Loiero ma anche qui non eletto, infine qualche “simpatia” per l’Udc: ora Paolo Abramo ha abbracciato anch’egli la Ferro, allineandosi nella stessa area politica nella quale già milita il fratello Sergio, sindaco (molto “appannato”…) di Catanzaro e tra i primi “sponsor” della Ferro quale leader del centrodestra regionale. Come si può vedere, per Callipo e Abramo percorsi piuttosto acrobatici e contorti, anche contraddittori. I maligni dicono che il “gattopardismo” non è solo dei politici, e probabilmente non hanno tutti i torti. A Callipo e Abramo comunque va dato atto di aver agganciato un carro preciso e probabilmente anche perdente, e di averlo fatto alla luce del sole. Ma quanti altri imprenditori in queste ore stanno “trescando” nell’ombra con la politica regionale? Quanti stanno stipulando “patti scellerati” nel buio delle stanze dei bottoni? Sono tanti, in Calabria, gli “specialisti” di queste pratiche poco edificanti. Molti i casi di specie, come Umberto De Rose, già presidente di Confindustria Calabria e poi presidente della Fincalabra usata – secondo la magistratura – come “ufficio di collocamento” a disposizione dei suoi “sponsor” politici, i Gentile prima di tutto. C’è poi chi magari apre call center dove piazzare un po’ di “clientes” per l’amico politico, chi magari fonda giornali a uso e consumo dell’”amico” politico di turno, chi magari lancia un’associazione come trampolino di lancio per una sindacatura o una candidatura. Per scoprire, alla fine, che in Calabria la politica sarà anche il male, ma non è l’unico male… (ant. cant.)

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