M5S, Di Maio lancia Cantelmi nell’assalto al “fortino”

L’assalto al “fortino” del Movimento 5 Stelle non si ferma. A sostenere la corsa del candidato alla presidenza della Regione Cono Cantelmi arriva anche il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, “astro emergente” della politica nazionale e uno dei big pentastellati. Insieme a Cantelmi Di Maio incontra i cittadini di Catanzaro nel quartiere Lido dopo un “blitz” al Parco Romani, scandalosa e immorale “incompiuta” nel cuore del capoluogo di regione, e prima di un’ispezione al parco archeologico di Monasterace, due “simboli” del degrado istituzionale nella nostra terra. Il risultato deludente dei grillini alle Amministrative di Reggio Calabria non preoccupa Di Maio, che parlando con i giornalisti a Catanzaro afferma: «Storicamente alle Comunali abbiamo difficoltà per le dinamiche del voto, ma le Regionali sono differenti, è la prima volta che ci candidiamo in Calabria e lo facciamo con un programma che parte da un’idea diversa di Regione e che parte necessariamente dal reddito di cittadinanza, perché bisogna dare respiro ai giovani che stanno emigrando». Il ragionamento di Di Maio intreccia temi nazionali e temi regionali: «Renzi cosa sta facendo? Abbiamo in Italia – prosegue il vicepresidente della Camera – 10 milioni di poveri e la disoccupazione aumenta, la Calabria ha oltre il 60 per cento di disoccupazione giovanile. C’è un governo che sta cercando definitivamente di precarizzare il mondo del lavoro. Noi abbiamo un’idea diversa. Abbiamo tagliato i nostri stipendi da parlamentari per 10 milioni di euro, con questi dalla prossima settimana il Movimento 5 Stelle avvierà progetti di microcredito destinato ai giovani ma anche agli imprenditori facendoli seguire dal ministero dello Sviluppo economico». Critiche all’alleanza “di fatto” tra centrosinistra e centrodestra che anche in Calabria potrebbe prendere forma dopo le Regionali: «Pd e centrodestra in Calabria – sostiene ancora Di Maio – sono paradossalmente in ritardo, ormai è successo in tutt’Italia: a questo punto facciano il partito unico. Da dieci anni diciamo che il Pd e il Pdl sono la stessa cosa. Il problema è capire cosa succede quando questi si mettono insieme, perché quando si mettono insieme continuano a divorare l’economia e a spartirsi poltrone e interessi, e ogni volta che fanno questo un cittadino perde il posto di lavoro e un giovane è costretto a emigrare all’estero». Nel mirino di Di Maio poi anche il minsitro della Sanità Beatrice Lorenzin che – dichiara il parlamentare del Movimento 5 Stelle (nella foto con Cantelmi) – «dovrebbe risolvere i problemi della sanità calabrese restando a Roma invece che fare sfilate e parate. A livello nazionale si sta di nuovo parlando di riforme e legge elettorale, a me delle riforme ne interessa una: la sanità. In Italia ci sono 20 sanità diverse, e cittadini di serie A e serie B. Invece di parlare di premi di maggioranza e di Senato elettivo o non elettivo, parlino di sanità e ci spieghino quale sanità si vuole realizzare. La sanità non può essere diversa a Reggio Calabria e a Milano, la sanità dev’essere una soltanto perché noi abbiamo una sola Costituzione». Rincara la dose Cono Cantelmi, candidato alla presidenza della Regione per il Movimento 5 Stelle: «Stiamo girando tutta la Calabria e stiamo vedendo che esiste un’altra Calabria, fatta di persone meravigliose ma tenute in disparte. La politica – dice Cantelmi – ha sempre detto che qui non si può fare niente, ma questa è una cultura che noi vogliamo abbattere. Siamo malati di vittimismo, ma adesso in Calabria è finito il tempo di deleghe in bianco a favore di chi ha fallito in questi 40 anni di regionalismo: adesso si deve rompere la consegna del silenzio. Il 23 novembre dovrà finire il tempo di farci prendere in giro, ma dipende dai calabresi. Ai calabresi non dico di votare per me ma di votare per loro stessi: andiamo insieme a chiedere come vengono spesi i nostri soldi. Di recente la Corte dei Conti ha scoperto che la Regione Calabria ha 27 milioni di debiti scoperti, 15 dei quali per nomine illegittime, e intanto la sanità calabrese è stata distrutta. Il 23 novembre battete le ali come farfalle, inoculate il virus dell’onestà». (a. c.)

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