Banca d’Italia, analisi shock: economia calabrese ko – SCARICA IL RAPPORTO –

Il presidente della Regione che verrà si troverà dentro un mare di guai. Il tradizionale periodico rapporto della filiale regionale della Banca d’Italia consegna un’altra immagine devastante dell’economia calabrese. Che – scrive infatti Bankitalia nel rapporto, presentato questa mattina a Catanzaro (nella foto) – «nella prima parte del 2014 è proseguita nella sua fase negativa, caratterizzata dalla debolezza della domanda e dalla limitata propensione a investire delle imprese. A fronte di alcuni lievi segnali di stabilizzazione osservati tra la fine del 2013 e gli inizi dell’anno in corso, è tornata successivamente a prevalere l’incertezza sui tempi della ripresa». Il dato forse più allarmante, secondo Bankitalia, riguarda il crollo dell’export calabrese, sceso di oltre 7 punti percentuali, ma anche gli altri indicatori presentano generalmente il segno meno: come il settore delle costruzioni e dei servizi, le cui imprese – si legge nel report della filiale guidata dalla direttrice Luisa Zappone – «hanno registrato in media i risultati peggiori in termini di fatturato». Persino il turismo arranca: Bankitalia sopperisce all’assenza di dati da parte della Regione affidandosi a una propria indagine dalla quale emerge che «nei primi otto mesi del 2014 i pernottamenti di viaggiatori stranieri in regione sarebbero diminuiti del 2,3 per cento rispetto al 2013 mentre nel resto del Mezzogiorno sarebbero aumentati». Pessime notizie ovviamente sul fronte occupazionale, perché – aggiunge ancora Banca d’Italia – «nel mercato del lavoro si è confermata la dinamica particolarmente negativa registrata nell’ultimo biennio, visto che il numero degli occupati si è ancora ridotto, in linea con il quadro congiunturale». Giusto per citare qualche dato, è davvero spaventoso quello, rilevato dall’Istat e ripreso da Bankitalia, secondo cui «il numero degli occupati in Calabria è diminuito del 3 per cento rispetto al 2013, più che nel Mezzogiorno e in Italia, e il tasso di occupazione si è così ridotto nella media dei primi due trimestri al 37,6 per cento». Ed è in picchiata anche il credito all’economia: secondo Banca d’Italia «è continuata la contrazione dei prestiti, più accentuata per le imprese. Su tale andamento hanno inciso sia una domanda ancora debole sia le perduranti rigidità nell’offerta. La rischiosità del credito si è mantenuta su livelli elevati: i passaggi a sofferenza sono aumentati per le imprese restando invece stabili tra le famiglie consumatrici». Ultimo preoccupante dato emerso nel corso della presentazione del rapporto (allegato al termine di questo articolo e scaricabile) è il fatto che oltre il 90 per cento delle famiglie calabresi va avanti con un reddito di mille euro al mese e nonostante questo resiste tenacemente. Come si farebbe in tempi di guerra… (Ant. Cant.)

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