Prendocasa Cosenza: “Quello strano palazzo in via Rivocati…”

Il comitato di lotta per la casa di Cosenza Prendocasa torna a puntare il dito contro le istituzioni in merito all’emergenza abitativa. Per gli attivisti del movimento la situazione è in stallo proprio per colpa dell’immobilismo delle istituzioni e mettono sotto la lente un palazzo in via Rivocati.
“Sono passati diversi mesi dall’incontro sull’emergenza abitativa svoltosi alla Prefettura (alla presenza di Prefetto, sindaco e assessore, commissario dell’Aterp, esponenti del Sunia, Caritas e Prendocasa, grande assente la Regione) – scrivono – ma, a parte alcune assegnazioni, ancora non si percepiscono segnali sostanziali di cambiamento. Gli impegni assunti dagli enti in quella sede andavano dal turn over delle assegnazioni di alloggi e contributi alla cancellazione progressiva della politica degli affitti di immobili da destinare all’emergenza a favore di misure più stabili e meno dispendiose come l’acquisto di immobili. A fronte di oltre 300 richieste di emergenza abitativa meno di 80 nuclei percepiscono una somma, variabile, di sostegno all’affitto; sono stati assegnati circa 20 alloggi nel centro storico in base alla graduatoria del 2005. Tutto questo accompagnato dalla lamentela costante degli amministratori non ci sono soldi, siamo in pre-dissesto, i tagli e la crisi ecc ecc…”.
“Ma la portata dell’emergenza – continuano gli attivisti di Prendocasa Cosenza – lo abbiamo ribadito più volte ed anche al tavolo per l’emergenza abitativa, necessita di risposte ben più pesanti a cominciare dal chiamare in causa la regione che da più di 5 anni tiene fermi ben 155 mlioni di euro destinati alla creazione di alloggi popolari fino alla rescissione immediata dei contratti di affitto di immobili destinati a case parcheggio che fanno ingrassare i palazzinari senza risolvere il problema di chi non ha un tetto. E’ il caso del fatiscente palazzo dei Rivocati che da oltre 20 anni succhia 110.000 euro all’anno dalle casse comunali e che, con un discorso a priori più oculato, già da molti anni sarebbe potuto essere di proprietà comunale invece di continuare ancora oggi ad ingrassare la proprietà e sprecare risorse pubbliche. Oggi in questo palazzo continua a vivere una famiglia che è in attesa di assegnazione e l’ufficio affissioni comunale. E per questi 2 appartamenti, pericolanti, il comune continua a spendere circa 9.200,00 al mese. Ma ce la crisi, le famiglie in coda ad interminabili liste d’attesa, le occupazioni abusive, chi dorme all’oasi o per la strada, chi viene sfrattato e chi non ha ancora il coraggio e la determinazione di andare ad occupare un alloggio, chi quotidianamente si rivolge agli sportelli per il diritto alla casa. Dal canto nostro abbiamo già dato le indicazioni possibili per risolvere un’emergenza che sta crescendo smisuratamente: costringere la regione a sbloccare i 155 milioni di euro, requisire gli immobili pubblici dismessi e quelli privati sfitti o invenduti, cominciare a ragionare su politiche di acquisto di palazzi piuttosto che continuare a sperperare risorse nella finta politica degli affitti”.

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