Regionali, Di Lello: «Antimafia preoccupata»

Il rischio di infiltrazioni della ‘ndrangheta nelle elezioni del 23 novembre «è un rischio molto concreto, che ci preoccupa». E’ quanto ha affermato il coordinatore del Partito socialista Marco Di Lello, segretario della commissione parlamentare antimafia, partecipando a Catanzaro ad alcune iniziative politiche con Fabio Guerriero, candidato alle Regionali nella lista del Pd in forza di un patto federativo tra i due partiti. Di Lello ha anche incontrato il prefetto di Catanzaro Cannizzaro proprio sul tema della legalità e della libertà da condizionamenti esterni del voto di domenica. «La Calabria – ha aggiunto Di Lello (nella foto a sinistra, insieme allo stesso Guerriero) – ha assoluto bisogno di voltare pagina, di recuperare il terreno perso, di saper utilizzare i fondi europei. Oliverio ha creato buone condizioni, ma sono preoccupato e diffido degli eccessi, perché il rischio di “gattopardismo” è sempre dietro l’angolo. Bisogna evitare che domani, a fianco a Oliverio, ci saranno gli stessi che hanno fatto danni magari a fianco di Scopelliti. Su questo noi del centrosinistra dobbiamo essere molto più rigorosi e molto più attenti della destra. Già c’è stato qualche cedimento sulle liste elettorale, ora la vera scommessa parte dal 24 novembre. L’Antimafia deve vigilare prima, durante e dopo le elezioni, ma poi da dirigente politico mi interessa soprattutto quello che avverrà dopo il 24 novembre. Io sono convinto che la Calabria premierà Oliverio. Ma – ha aggiunto il leader socialista – dev’essere chiaro che salvatori della patria non ne esistono. Se c’è attorno a Oliverio una squadra legata da un comune sentire sul piano politico, culturale ed etico allora ci può essere la svolta tanto attesa, altrimenti sarà l’ennesima occasione sprecata e non so se la Calabria ne avrà un’altra». Di Lello ha poi condiviso l’analisi di quanti lamentano, in questa campagna elettorale, una scarsa attenzione all’allarme criminale: «Mi auguro che non ci sia stata e non ci sia una sottovalutazione. La ‘ndrangheta oggi – ha sostenuto il segretario dell’Antimafia – è la mafia più forte, quella che desta maggiori preoccupazioni sul piano nazionale: se qualcuno pensa che la ‘ndrangheta abbia un peso marginale o commette peccato di sottovalutazione o è in mala fede. In entrambi i casi, non va bene. Noi socialisti abbiamo scelto, all’interno del Pd, di fare una campagna elettorale battendo forte sul tasto della legalità: si possono prendere consensi anche senza cedere a promesse e lusinghe e senza sporcarsi le mani con la cosiddetta “zona grigia” che come una cappa soffoca la Calabria. Io sono convinto che i calabresi ci daranno ragione, perché la maggioranza dei calabresi è fatta di persone perbene». Ma Di Lello non ha mancato di evidenziare alcuni timori in vista delle Regionali di domenica: «Il rischio di infiltrazioni della ‘ndrangheta nelle elezioni – ha osservato ancora il segretario della commissione parlamentare antimafia – è un rischio molto concreto, che mi e ci preoccupa. Il procuratore di Reggio Calabria De Raho, sia in una missione della bicamerale a Reggio che in un’audizione a Roma, ha lanciato un allarme che non è rimasto inascoltato. Gli siamo a fianco, ma la politica deve fare la sua parte. Abbiamo assunto un codice etico molto rigoroso nella formazione delle liste, con una certa delusione però – ha concluso Di Lello – devo ammettere che in Calabria non se ne è fatto buon uso. E questo mi dispiace». (a. c.)

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