Alfano: «D’Ascola ok, tragico errore di Forza Italia»

Sono lontani i tempi delle piazze gremite. Reggio, l’ormai ex roccaforte del Nuovo Centrodestra accoglie il Ministro degli Interni, Angelino Alfano, al chiuso dell’aula “Federica Monteleone” di palazzo Campanella. La chiusura della campagna elettorale di Nico D’Ascola, l’aspirante governatore di “Alternativa popolare”, la coalizione composta da Ncd e Udc, è sobria, distante anni luce da quella catanzarese che vide l’ex ragazzo della curva sud del “Granillo”, Peppe Scopelliti, indossare la sciarpa dai colori giallorossi del Catanzaro. Ncd, d’altronde, deve ricostruire e l’obiettivo minimo è quello di portare il polo dei moderati all’8%. Anche per questo il nemico numero uno non è Oliverio, bensì l’altro centrodestra, quello con Forza Italia (ma anche con gli uomini rimasti all’ex coordinatore Scopelliti) e guidato da Wanda Ferro. I supporter di Ncd-Udc lo attendono in un’aula comunque gremita, tra cui spiccano, oltre a D’Ascola, l’altro senatore Ncd, Giovanni Bilardi, i candidati Luigi Fedele e Candeloro Imbalzano, ma anche tanti rappresentanti di quello che fu il “Modello Reggio”.

L’ultimo errore azzurro

Alfano arriva dopo le 21 e parla, a braccio, per un quarto d’ora, attaccando frontalmente gli azzurri, ribadendo il “no” alle unioni civili tra persone dello stesso sesso, la lotta alla criminalità organizzata e lanciando la Calabria come laboratorio per un centrodestra riformista, opposto alla Lega di Salvini e sempre più distante dall’ex premier Berlusconi. Sulla sinistra, invece, niente di niente. «Speriamo – l’incipit tranchant – che questo sia l’ultimo errore di Forza Italia. Speriamo che sia l’ultimo errore del vecchio centrodestra ed il seme di un nuovo, forte, coeso, unito centrodestra».

Wanda consegnata alla sconfitta

Dopo la bomba iniziale, Alfano ha spezzato una lancia in onore della candidata avversaria, non senza ribadire che «D’Ascola è il candidato migliore». «Noi siamo dispiaciuti, anche personalmente – chiarisce Alfano – nei confronti di Wanda Ferro, che io ho sempre considerato una persona stimabile e perbene, perché è stata consegnata alla sconfitta preventiva. È stata consegnata – durissimo il Ministro – a una sconfitta certa senza alcun motivo politico e noi, ora, raccogliamo il testimone grazie al coraggio e alla forza che ha avuto Nico nel dire sì a questa candidatura e grazie agli amici, anche consiglieri regionali uscenti che, nella consapevolezza di partecipare a un progetto ambizioso e difficile, hanno detto di sì».

Centrodestra riformatore

Dopo le bordate ai berluscones, Alfano rilancia il progetto Ncd che, a suo avviso, riparte dal “laboratorio Calabria”. «Abbiamo questa sfida davanti a noi – l’appello del leader Ncd – e voi avete questi due giorni per fare il massimo di quello che potete fare». Poi il Ministro degli Interni giustifica l’alleanza di governo con il Pd, soffermandosi su quanto fatto, sulle riforme in corso d’opera e sui valori da tener sempre presenti . «I nostri valori sono tutti sentro la battaglia che stiamo facendo all’interno di questo governo: la riforma dello statuto dei lavoratori, il grande piano per la Salute fatto approvare da Beatrice Lorenzin. Un grande risultato ottenuto qui in Calabria: lo sblocco del turn over». L’altra battaglia a cui Alfano crede molto è quella «alla criminalità organizzata».

Le unioni indigeste

Ma è sulla famiglia, e le polemiche che avevano seguito le sue affermazioni sulle unioni civili, che Alfano rilancia il suo concetto più cattolico. «Il mese scorso è stata creata nei miei confronti – ancora il leader del Viminale – una polemica violentissima per aver detto, come ministro dell’Interno, che le leggi italiane si devono applicare. Io non ho fatto altro che dire – chiosa Alfano – che in Italia non sono consentiti matrimoni tra persone dello stesso sesso, senza esprimere alcun giudizio di valore. Non ho nulla contro le persone che si amano, si vogliono bene, anche dello stesso sesso. Non ho nulla finanche nei confronti di una rafforzata tutela patrimoniale dei loro rapporti. La mia idea, però, è che la legge vada applicata. Se in Italia è vietato che due uomini, o due donne, si sposino tra di loro, non è possibile che due uomini, o due donne, vadano a sposarsi in un Paese straniero e poi un sindaco decida di registrare quel matrimonio. Non è possibile. Seguendo questo principio logico, si potrebbe dare il caso, siccome altri ordinamenti giuridici prevedono che un uomo possa sposare cinque donne, che un altro sindaco decida di approvare le unioni poligamiche. In questo modo potremmo sposare due uomini a Milano, un uomo e più donne in un’altra città e così, contemporaneamente, avremmo avviato il turismo nuziale e il federalismo matrimoniale». Ma se Alfano motiva il “no” da uomo delle istituzioni, il pensiero lo esprime subito dopo da leader di partito. «Noi stiamo facendo un grande investimento sulla famiglia ed è quello in cui crediamo veramente. Riteniamo che la famiglia rappresenti valori, ma anche politica economica. Crediamo che la famiglia sia una e che sia quella composta da un uomo e una donna e che quella vada difesa e tutelata. Pensiamo che noi dobbiamo investire sulla famiglia. Famiglia è uguale figli, famiglia è uguale casa, famiglia è uguale a ripresa del mercato immobiliare, famiglia è uguale a ripresa del credito». Per Alfano il vero problema «è che troppi ragazzi vanno via», facendo sì che si esportino ricchezze e cervelli».

Estremisti e riformatori

Infine, il ministro traccia gli obiettivi futuri, e la bussola deva puntare dritto alla lotta alla criminalità organizzata. «Com’è possibile che i territori che non hanno avuto criminalità organizzata siano più sviluppati? Solo liberandoci della criminalità organizzata possiamo pensare di avere un futuro per le nostre terre. Ora vedere Salvini che, dopo anni e anni di maleparole nei confronti del Sud sue e del suo partito, ci viene a spiegare che il futuro è uscire dall’Europa non è possibile. Da quando sono nato c’è l’Europa, io ho conosciuto solo la pace. Mio padre, invece, ha conosciuto la guerra». L’euro, però, «va maggiormente difeso dalla Banca centrale (Bce)» così come il dollaro «dalla Federal Reserve», ma «noi non possiamo uscire dall’euro». «Questa è la destra estremista e radicale che sta nascendo nel nostro Paese. Noi, invece, dobbiamo dire chiaramente che siamo il centrodestra riformatore: quello che è in grado di cambiare le regole; quello che è in grado di cambiare le politiche del lavoro e di fare investimenti per il Sud; quello in grado di cambiare la legge elettorale introducendo le preferenze. Queste sono grandi battaglie e su queste noi speriamo di trovare un fondamento forte e di trovarlo domenica notte qui, per dire in Italia che c’è un progetto riformatore e di persone di buon senso. Vogliamo essere il partito che trova le soluzioni ai problemi e che ha una grande forza ideale per battersi per la famiglia, per i valori tradizionali della nostra società e che ha trovato qui, in Nico D’Ascola, il miglior presidente possibile. A lui diciamo che noi non siamo qui per tornare alla prossima campagna elettorale: siamo venuti qui, io e gli altri ministri, per dire con grande forza che la Calabria l’abbiamo nel cuore perché riteniamo sia uno straordinario ponte tra le regioni mediterraneee pensiamo che dalla Calabria può ripartire il destino positivo del centrodestra di governo riformatore». Lunedì si saprà se il progetto di Alfano e i l nuovo seme Ncd avranno attecchito anche in Calabria.

Natale Iracà

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