Voto sul Tirreno, ecco come è andata

Qualcuno direbbe le chiacchiere stanno a zero e i numeri parlano chiaro.
Ma la bellezza della politica – se ancora di bellezza si può parlare – e che anche i numeri dicono molto di più del freddo dato. E allora diventa un esercizio quantomeno stuzzicante provare a veder cosa si nasconde dietro le fredde cifre dove oltre ai candidati che si fregiano delle quote raggiunte si nascondono, e molto spesso neanche troppo, dinamiche tra gruppi e, nei piccoli paesi, tra singoli personaggi per lo più aspiranti candidati alle prossime elezioni comunali.
Che il sindaco di Cetraro sia il vincitore sull’Alto Tirreno è chiaro. Per lui si parla anche di un assessorato che a questo punto sarebbe cosa buona e giusta.
Giuseppe Aieta ha raccolto preferenze su 133 dei 155 comuni della provincia di Cosenza e sui 23 comuni da Amantea a Tortora passando per Guardia Piemontese e fino ad arrivare ad Aieta, risulta il più votato in assoluto in 5 (Aieta nome omen, Bonifati, la sua Cetraro, Grisolia e San Nicola).
Primato che divide con il sempreverde – politicamente parlando – Pino Gentile primo a Guardia, Maierà, Praia a Mare, Sangineto e Diamante.
Un risultato quest’ultimo che apre una necessaria parentesi sulle preferenze raccolte dal renziano Manoccio. Il sindaco di Acquaformosa, oltre a non risultare tra gli eletti, ottiene solo 152 voti nel paese del segretario regionale renziano Magorno. L’apice, se così si può dire, Manoccio lo tocca a Belvedere con 220 voti ma qui si impone Vito Caldiero con 619 preferenze seguito a distanza da Rachele Grosso Ciponte 258 e Giuseppe Aieta 219.
Ci si chiede che fine abbia fatto il renzismo sull’alto tirreno cosentino se anche a Verbicaro, dove è sindaco Giuseppe Silvestri, Manoccio raccoglie 69 voti contro i 116 del grillino Rinaldi.
Lettura a parte merita Scalea che nel 2010 votò sia per le regionali che per le amministrative.
Il calo di affluenza dal 70% al 40 circa è proprio da attribuire a questa mancata concomitanza e al fatto che sia stata determinata dall’operazione Plinius.
Ma tornando ai numeri, e all’ipotesi del ritorno al voto per il rinnovo del consiglio comunale probabilmente a primavera 2016, è Bergamo ad attestarsi con il maggior numero di preferenze (468).
Dietro di lui il sindaco di Cetraro che ha goduto del dichiarato appoggio dell’ex sindaco Mario Russo ormai distante dal popolo delle libertà e da forza Italia.
I 363 voti sono un chiaro segnale di un annunciato ritorno alla politica attiva con buona pace dei dirigenti democrat locali che hanno sponsorizzato Guccione, 164 preferenze, e che potrebbero ritrovarsi ancora una volta alle prossime amministrative a dover dialogare proprio con Russo come nel 2010.
Bene infine Manoccio, (134 voti) a rigor di logica sponsorizzato da Palmiro Manco che era stato trai promotori del comitato pro Callipo come discreto è stata la quota raggiunta dal grillino Rinaldi con le sue 175 preferenze.

Gaetano Bruno

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