I 5 Stelle calabresi tra divisioni, smarrimento e delusione

Delusione e un generale senso di smarrimento. Sarebbero stati questi i sentimenti che avrebbero caratterizzato l’assemblea degli attivisti del Movimento 5 Stelle, che si sono incontrati questa mattina in un noto hotel di Lamezia Terme per analizzare l’esito – negativo – delle Regionali ma anche il quadro politico nazionale, che vede i pentastellati agitarsi in un mare di divisioni e di polemiche che inevitabilmente si proiettano anche in Calabria.

Non molto partecipata, per la verità, l’assemblea, alla quale – secondo quanto si è appreso – avrebbero preso parte un centinaio di attivisti. Assenti i big, come i parlamentari impegnati a Roma nell’esame della legge di Stabilità ma anche il candidato alla presidenza della Regione Cono Cantelmi, mentre invece erano presenti alcuni dei candidati al consiglio regionale. Assenze che avrebbero reso la riunione un’occasione sprecata per un confronto franco e aperto sullo stato di salute dei grillini calabresi, puniti alle urne sia alle Comunali di Reggio Calabria che alle elezioni per la Regione. Toni del dibattito comunque piuttosto sostenuti, a metà tra l’autocritica e la critica. Molti degli intervenuti – riferiscono fonti accreditate – avrebbero infatti indicato tra i motivi del “flop” elettorale, soprattutto di quello regionale, l’ormai cristallizzata e anche aspra divisione tra due aree rappresentate da un lato dai parlamentari più “lealisti” ai leader Grillo e Casaleggio come Nicola Morra, Dalila Nesci, Paolo Parentela e Federica Dieni, e dall’altro dai colleghi Sebastiano Barbanti e Francesco Molinari: una dicotomia che – sarebbe emerso dall’assemblea odierna – avrebbe fatto perdere di vista il rale obiettivo delle rRegionali, che era quello ndi segnare una svolta nella terra forse più disastrata d’Italia, disperdendo il vento dell’anti-politica che pure soffiava forte in Calabria. Non sarebbe mancato poi chi avrebbe rimarcato come pure il candidato governatore Cantelmi, ritenuto più vicino al gruppo Morra, sarebbe rimasto sostanzialmente imprigionato nelle contraddizioni di una campagna elettorale a metà e debole già nelle premesse politiche. Sarebbero anche stati rimarcati alcuni errori, come a esempio l’esclusione “esemplare” di una candidata alle Regionali, la Rombolà, all’indomani di un’inchiesta dell’Antimafia reggina che coinvolgeva un attivista del suo territorio di riferimento. Così come qualche attivista si sarebbe anche “lamentato” del silenzio di Beppe Grillo sulle Regionali calabre, alle quali il “grande capo” ha dedicato soltanto un video di pochi minuti e nemmeno trascinante, anzi piuttosto incline al pessimismo. “Se nemmeno Beppe ci crede – avrebbe in particolare affermato un attivista pentastellato – diventa difficile anche per noi crederci”. Insomma, atmosfera piuttosto dimessa, all’assemblea regionale di Lameiza Terme, nella quale poi si sarebbero percepiti anche gli effetti del momento delicatissimo che i 5 Stelle vivono a Roma, dopo la rivolta di molti parlamentari contro le espulsioni in vista per la mancata rendicontazione delle indennità alla Camera e al Senato e contro la nascita di un “direttorio” di fedelissimi di Grillo e Casaleggio. Per questo si attende la giornata di mercoledì, il ”D-day” nel quale potrebbero essere decretate queste espulsioni, che potrebbero interessare soprattutto Barbanti. Comunque finirà, per i 5 Stelle, non solo calabresi, il domani potrebbe non essere nel segno della pace. Se un domani ci sarà… (a. c.)

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