Regione, l’Ncd rilancia il “ricatto” al Pd

In una conferenza stampa convocata per commentare l’esito delle Regionali oggi l’Ncd è tornato alla carica nei confronti di Renzi, di Oliverio e del Pd.

Secondo quanto riferiscono i primi resoconti dell’incontro con i giornalisti, sia il coordinatore nazionale del Nuovo Centrodestra Gaetano Quagliariello sia il coordinatore regionale dello stesso partito Tonino Gentile hanno sostanzialmente ribadito al neo governatore della Calabria la loro disponibilità a un’intesa istituzionale per il bene della regione. Quagliariello e Gentile, pur premettendo che «chi ha vinto le elezioni è giusto che governi», hanno dichiarato di essere pronti a collaborare con la nuova amministrazione regionale facendo un richiamo al senso di responsabilità, necessario a loro dire per affrontare al meglio le tante emergenze in atto in Calabria. Belle parole, se non fosse che dietro vi si nascondono intenti ben poco edificanti. A parte il fatto che anche l’Ncd, con i Gentile in testa, è in gran parte responsabile delle emergenze di cui sopra – con Scopelliti hanno comunque governato più di quattro anni prima di litigarci, e non per nobili ideali… – non c’è chi non vede che l’offerta di una “mano tesa” a Oliverio e al Pd da parte degli alfaniani contenga in realtà un messaggio “ai naviganti”, un messaggio il cui senso è più o meno questo: «A Roma governiamo con Renzi, Renzi governa anche grazie al sostegno della pattuglia di senatori Ncd guidati da Tonino Gentile, accontentateci (magari con una presidenza del consiglio regionale a Pino, fratello senior di Tonino Gentile) e il governo non ballerà a palazzo Madama». Detto in termini più prosaici e sicuramente più comprensibili, si tratta di un “ricatto” (politico, beninteso). Un “ricattuni” funzionale a un futuro “accorduni”. Nei giorni scorsi Oliverio e il Pd calabrese hanno già alzato le barricate all’ipotesi di un abbraccio, sia pure non diretto, con l’Ncd (fuso tra l’altro con l’Udc, altro fedele alleato di Scopelliti per oltre 4 anni…): il neo governatore tra l’altro da oggi è a Roma e si vocifera che ribadirà ai big democrat – come il vice di Renzi Lorenzo Guerini – che di fare “inciuci” con chi comunque ha malgovernato la Calabria negli ultimi anni non se ne parla minimamente. Il fatto è che a decidere saranno comunque i tavoli nazionali. In tutto questo dov’è l’interesse della Calabria? (Ant. Cant.)

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