Scivola bene la vaselina della Carrozzeria di Orfeo

L’America. Modello da osservare, modello da combattere, amico, nemico. Un po’ come la famiglia: è sempre nei tuoi discorsi ma molte volte ti capita di odiarla. Di America (e di Messico), ce ne sta parecchia in Thanks for Vaselina andato in scena ieri al Morelli di Cosenza per la rassegna curata da Scena Verticale, More.
Lo spettacolo di Carrozzeria di Orfeo dimostra come il teatro contemporaneo impegnato può strappare grandi risate nonostante i temi trattati siano “belli pesanti”: dipendenze, solitudini, abbandoni, religioni, perversioni. Tutti elementi presenti nei personaggi disegnati dalla drammaturgia di Gabriele Di Luca a cui va un plauso per il testo che ha poi sviluppato nella regia insieme a Massimiliano Setti e Alessandro Tedeschi. Il testo di Di Luca strizza l’occhio alla scrittura americana, a quella anglosassone più in generale, sembrano tratti welshiani-bunkeriani e con un soffio di Nord Europa. La vaselina e i protagonisti dello spettacolo si incontrano spesso e non solo a livello fisico quando inseriscono i sacchetti di marijuana nelle chiappone di Wanda (Francesca Turrini) ma soprattutto a livello metafisico perché tutti i personaggi l’hanno presa in quel posto parecchie volte dalla vita. Sarà per le tante sconfitte che Charlie (Massimiliano Setti) e Fil (Gabriele Di Luca) sono convinti che la loro rivincita può passare attraverso il processo di invertire il normale andamento del mercato della marijuana esportandola dall’Italia al Messico dopo che Usa e alleati hanno deciso di bombardare tutte le piantagioni del paese che occupa la parte meridionale dell’America Settentrionale. Charlie è un ecologista-idealista che ha da poco ucciso centinaia di polli per dimostrare al mondo, con una modalità decisamente discutibile, quanto quei volatili dovevano essere liberi e fuori dalle logiche commerciali delle grandi distribuzioni alimentari; Fil ha il cuore duro forgiato dalle esperienze della sua infanzia: una madre, Lucia (Beatrice Schiros), finita in una clinica per disintossicarsi dal vizio del gioco delle slot machine con scarsi risultati pronta a chiedere soldi a tutti compresa la prozia malata che accudisce con odio/amore e da un padre che ha deciso di andarsene in Messico e diventare transessuale conosciuto come Annalisa (Alessandro Tedeschi) per poi entrare in quella che è una setta pseudoreligiosa che spoglia di tutti i beni i suoi adepti (Annalisa torna a casa proprio per prendere i documenti della proprietà della casa), convincendoli che è quello che dio vuole. Non appena Annalisa troverà la sua vecchia umanità in un bacio con Lucia, gli uomini della setta verranno a riprenderselo e l’epilogo sarà il suicidio di massa perché è quello che vuole l’altissimo. Ma non è solo la morte del padre di Fil a colpire la vita degli sgangherati personaggi di Thanks for vaselina, c’è anche il suicidio del fratellino down di Wanda. Il sedicenne scappa dall’odio del padre, quel padre che ha allontanato la sorellona di casa perché soddisfaceva, con la propria mano, le pulsioni che il ragazzino provava per la bella della tv ogni martedì e all’ora della merenda portandogli il gelato. Wanda (assoldata dalla banda per trasportare la droga in Messico in sacchetti che Lucia le nasconde tra le natiche e che le scivolano via tranquillamente grazie all’uso della vaselina), e Charlie faranno quel sesso che lei non aveva mai conosciuto prima e resterà incinta dell’uomo. Ma l’ambientalista si rivela come il peggiore fra i peggiori perché scapperà via con la ex dell’amico Fil portando dietro la marijuana coltivata insieme, tutti i guadagni e lasciando Wanda e il bimbo che porta in grembo. Proprio nel momento più nero, quando i debiti di gioco di Lucia portano via la casa di Fil e saranno costretti a trasferirsi dalla prozia, il ragazzo decide di “perdonare” la madre e di dare un tetto sulla testa anche a Wanda. In quel momento vuol sentirsi come un dio che piscia dall’alto su tutto ciò che gli ha creato problemi nella vita. Una rivincita urinaria sul mondo e sulla Storia, un punitore armato di mentula che vuol gridare al mondo la sua vendetta (è come se fosse un “V for Vaselina”…). Ma Fil è pur sempre un disincantato cinico e terminato il delirio di piscio e onnipotenza è consapevole che il giorno della sua apocalisse sarà una giornata controvento…

Francesco Cangemi

(foto angelo maggio)

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