“La via di fuga”, dibattito con Fubini a Catanzaro

Denuncia senza strillare nelle pagine che si divorano, una dopo l’altra, cercando la familiarità di una storia elettorale, quella delle elezioni comunali di Catanzaro del 2012, che tra speranza di rinnovamento e voti di scambio scatta la fotografia autentica di un meccanismo diventato sistema che – come la recente inchiesta giudiziaria che ha interessato Roma dimostra – interessa tutto il Paese e non solo il Meridione e la Calabria, come abbiamo creduto per decenni. Un meccanismo che si poggia tra un equilibrio malato tra una moderna oligarchia che cerca di conservare se stessa alimentando la miseria. Ne “La via Di Fuga – Storia di Renzo Fubini”, il giornalista Federico Fubini, a metà strada tra inchiesta e romanzo familiare, ci racconta noi stessi lasciandoci la consapevolezza di poter essere protagonisti di un cambiamento possibile. Il libro di Fubini, giornalista del Corriere della Sera prima e di La Repubblica oggi, fine economista ed attento osservatore, è stato al centro del nuovo appuntamento del ciclo di incontri di lettura “Tra i libri”, organizzato con la collaborazione di diverse associazioni culturali del territorio, nell’ambito della quinta edizione del premio letterario della Provincia di Catanzaro “Parole nel Vento”. L’iniziativa è curata dall’associazione Gutenberg Calabria. Al Museo Marca, oltre all’autore, è intervenuto il presidente dell’associazione Gutenberg Calabria, Armando Vitale, Salvatore Scalzo (già candidato sindaco del centrosinistra e capogruppo comunale del Pd), il mediatore e dirigente democrat Maurizio Caligiuri che ha accompagnato Fubini nella sua scoperta del “mondo rom” e il consigliere comunale e provinciale Nicola Ventura, in rappresentanza del presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno. In molti hanno preso parte alla presentazione del libro edito da Mondadori. «L’associazione Gutenberg, come altre associazioni culturali in città, si sforza attraverso queste iniziative di sollecitare nella giusta direzione la crescita del civismo. Il libro di Fubini – ha esordito Vitale – è bello, caratterizzato da uno stile di grande misura che dimostra la capacità di scrivere di temi scottanti con la leggerezza dello stile di chi denuncia senza strillare. Fubini rileva che «nelle ultime dieci città per qualità della vita l’affluenza è più alta alle Comunali che non alle Politiche, e nel secondo turno l’affluenza si abbassa di almeno il 20 per cento. L’affluenza alle Politiche – spiega ancora – invece è più bassa delle Comunali di almeno il 10 per cento. Il dato si capovolge nelle città dove è più alta la qualità della vita: meno affluenza al voto alle Comunali, più partecipazione alle Politiche. La mia conclusione è che il voto di scambio è molto più alto nelle consultazioni comunali dove la lista non è bloccata e il voto si può controllare». Fubini ricorda un passaggio del libro nei capitoli dedicati a Catanzaro in cui si parla di un candidato – poi eletto – accusato di voto di scambio che afferma «Ai politici serve che gli elettori abbiano fame. Se mangi bene, te lo scegli tu il candidato. A Catanzaro si vincono le elezioni comprando voti – dice ancora – ma non solo a Catanzaro: si comprano nelle realtà dove c’è marginalizzazione economica e sociale. Quello che è successo a Roma succede in tante altre città: i politici vogliono elettori poveri per poterli controllare». Il messaggio di speranza scritto nella cruda analisi della realtà catanzarese sta nell’invito a rompere le catene della clientela. Secondo Scalzo l’interpretazione che può cogliersi dalle pagine di Fubini è che «l’Italia non è mai uscita dalla gestione fascista delle istituzioni, non è stata mai superata una visione corporativa, della tutela dei gruppi piuttosto che del merito». Anche per questo, l’astensionismo cresce, proiezione plastica di una preoccupante mancanza di fiducia e «dell’accentrazione del meccanismo del voto di scambio, del rafforzamento dell’oligarchia economica, che separa sempre di più tra il ceto politico tradizionale e il nuovo che poi prende i risultati. Il vero punto è come usciamo dalla crisi: l’importante è chiedere buoni esempi». Il merito di Fubini, secondo Scalzo, è anche quello di aver guardato a Catanzaro come un laboratorio politico di studio che quasi ha facilitato poi la comprensione di un fenomeno marcatamente nazionale.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...