“Mafia Capitale”, spunta la cosca Mancuso

La Procura di Roma indaga sui rapporti fra alcuni degli arrestati nell’inchiesta su “Mafia capitale” e un personaggio di Nicotera, in provincia di Vibo Valentia, ritenuto imparentato con il clan Mancuso di Limbadi.

Dall’ordinanza di custodia in carcere dell’operazione “Mondo di mezzo”, firmata dal gip distrettuale di Roma, Flavia Costantini, emerge infatti che Salvatore Buzzi (nella foto), uno dei personaggi chiave dell’indagine, ritenuto il costante interlocutore del leader del gruppo Massimo Carminati, avrebbe scambiato diverse informazioni con un 48enne di Nicotera in ordine al pagamento di tangenti ai politici, in ordine a false fatturazioni concomitanti ai pagamenti incassati da alcune cooperative ed infine in ordine agli investimenti per realizzare campi per i nomadi a Roma ed un centro di accoglienza in Calabria. Dall’inchiesta emerge infatti che il vibonese di Nicotera, ritenuto legato al clan Mancuso, si sarebbe interessato per l’individuazione a Rosarno, comune in provincia di Reggio Calabria confinante con Nicotera, di una struttura idonea all’apertura di un centro di accoglienza per gli immigrati. (Agi)

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