De Masi, la Camusso: le istituzioni intervengano

«I lavoratori della De Masi di Gioia Tauro sono arrivati al quarto giorno di sciopero della fame, un gesto estremo deciso a poche settimane dalla chiusura della fabbrica e dal loro licenziamento». Così Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, interviene sulla difficile vertenza dell’azienda calabrese, su cui la prossima settimana si riunirà un tavolo tecnico al ministero dello Sviluppo Economico. «Il sindacato, la Cgil, più volte ha sollecitato un intervento delle istituzioni per salvare un’azienda simbolo della lotta alla ‘ndrangheta. Dopo aver resistito alle minacce e agli attacchi della criminalità organizzata – prosegue Camusso (nella foto durante lo sciopero generale di oggi a Torino) – un imprenditore coraggioso e i suoi 150 dipendenti rischiano di pagare il prezzo altissimo della chiusura e della perdita del posto di lavoro. La vertenza De Masi non è solo un simbolo, ma una realtà che parla di riscatto dalla ’ndrangheta, di dignità del lavoro, di determinazione. È una storia personale e collettiva che parla di onestà e pulizia morale e che ora rischia di finire con una rinuncia, una resa. Le istituzioni tutte – conclude il segretario generale della Cgil – devono al più presto intervenire per tutelare l’occupazione, la capacità imprenditoriale della parte migliore del Paese e dare forza e speranza a chi combatte ogni giorno per il lavoro, la legalità e la giustizia«.

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