“Fermi” di Cosenza, denuncia della Forenza al ministro

«Va fermata questa pericolosa operazione di svuotamento della democrazia che si sta portando avanti all’istituto Fermi di Cosenza». E’ quanto chiede l’europarlamentare dell’”Altra Europa con Tsipras” Eleonora Forenza, dirigente nazionale di Rifondazione comunista, in una lettera aperta al ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. La Forenza (nella foto) scrive alla Giannini: «Durante la campagna elettorale che ho svolto in quel territorio ho avuto numerosi incontri con i cittadini, in alcuni dei quali mi sono stati illustrati da famiglie e lavoratori di quella scuola una serie ininterrotta di episodi gravi che, da tre anni a questa parte, da quando in quella scuola è dirigente la professoressa Bilotta, stanno fortemente turbando quella serenità che deve necessariamente caratterizzare la vita di ogni istituzione scolastica. Episodi che – sostiene l’europarlamentare – meritano la massima attenzione». La Forenza parla di «fatti ben conosciuti dall’opinione pubblica del territorio, denunciati  sui mezzi di informazione locale e anche nazionale, i più aberranti dei quali – come la famigerata proposta dell’“intramoenia” con la quale si voleva far pagare alle famiglie i costi dei corsi di recupero per gli studenti,  ledendo il costituzionale diritto allo studio, o la proposta di far pagare alle famiglie le ore di educazione fisica curriculari da tenersi presso una palestra privata – sono stati bloccati grazie alla forte mobilitazione del mondo intellettuale della città e dell’Università della Calabria, della società civile e della Flc-Cgil. In realtà le aberrazioni sono solo la punta dell’iceberg di quanto avviene al “Fermi” di Cosenza. La dirigente manifesta costantemente una concezione “proprietaria” della scuola, attraverso un’azione autoritaria ed antidemocratica, fino alla quotidiana pratica vessatoria e intimidatoria verso coloro che sono rei di non chinarsi subalterni ai suoi voleri. “Riservate” continue, provvedimenti disciplinari basati su inconsistenti contestazioni, azioni di minacce e persecutorie sono all’ordine del giorno nei confronti dei “non allineati”. Così come richieste di contributi (non fatturati!!!) agli studenti anche per la pulizia delle aule o telecamere accese nei cortili della scuola per 24 ore al giorno». La Forenza poi ricorda che «sono già due le interrogazioni parlamentari presentate al ministero in proposito e continue le denunce della Flc che, insieme alle altre organizzazioni sindacali, ha presentato un corposo dossier in merito all’Ufficio scolastico regionale e al Miur. Negli ultimi mesi sono addirittura tre le visite ispettive effettuate in questa scuola, l’ultima delle quali pochi giorni fa addirittura collegiale. Il fatto è che questa dirigente è supportata da pezzi dei poteri forti della città e ben si sa quanto questi “apparati” contino in una piccola città del Mezzogiorno d’Italia. A cominciare da settori della politica. Fino all’anno scorso fortemente appoggiata da pezzi del Pdl, voluta dal precedente dirigente dell’Usr  a dirigere il “Fermi”, senza  che mai ne venissero rese pubbliche le motivazioni da parte del dottor Mercurio (uomo appartenente alla cordata Alemanno-Morelli). Così come è appena il caso di ricordare che dei tre anni trascorsi nella direzione a Bisignano, la Bilotta si porta dietro due condanne della magistratura del lavoro.  Oggi, invece, viene appoggiata da pezzi del Pd, con la onorevole Enza Bruno Bossio». Le successive vicende del Consiglio di Istituto del “Fermi” di Cosenza sono – dice ancora la Forenza – «di una gravità inaudita. I primi di maggio si è dimessa la maggioranza dei membri di questo organismo (ben 11 su 19, tutti e 4 gli studenti, 6 docenti su 8 e la genitrice presidente) con motivazioni fortissime che denunciavano il clima irrespirabile e un attacco feroce a ogni agibilità democratica. Su queste dimissioni, unico caso mai avvenuto in Italia, si è fatto rapidamente calare il silenzio, con il complice mutismo dell’Usp cosentino e dell’Usr calabrese. Per finire, uno dei quattro ragazzi veniva, in maniera del tutto anomala, non ammesso all’esame di Stato. L’anomalia è stata subito denunciata dalla famiglia del ragazzo al Tar che fortunatamente ha immediatamente ammesso lo studente a svolgere l’esame». La Forenza così si rivolge infine alla ministro Giannini: «Immagino il fuoco di sbarramento che i poteri forti della città che sostengono quella dirigente proveranno a mettere in campo affinché la verità su quanto accade in quella scuola non emerga. Sono certa e ho fiducia invece che lei con la sua autorevolezza, si  impegnerà, assieme ai suoi uffici ministeriali, affinché venga fermata questa pericolosa operazione di svuotamento della democrazia che si sta portando avanti in quella istituzione scolastica cosentina».

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...