Regione Calabria “allergica” alla Corte dei Conti…

Regione Calabria sempre più “allergica” alla Corte dei Conti. La nostra classe politica e dirigente da sempre manifesta un’autentica idiosincrasia, quasi un'”intolleranza”, verso i controlli della magistratura contabile. Abituata a sentirsi impunita e a non dover dar conto delle sue nefandezze, la “casta” le prova tutte per sfuggire a ogni sorta di vigilanza e di valutazione del proprio operato. Con l’amministrazione regionale uscente di centrodestra questo “andazzo” è arrivato a livelli inusitati. Lo certificano anche alcune recenti delibere della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti, la prima (già pubblicata su questo blog nei giorni scorsi) sulle criticità dei bilancio di previsione 2014 della Regione, la seconda sul mandato adempimento della Giunta in tema di controlli interni. Secondo la legge infatti il presidente della Regione deve trasmettere ai giudici contabili un referto annuale “sulla regolarità della gestione e sull’efficacia e sull’adeguatezza del sistema dei controlli interni adottato sulla base delle linee guida deliberate dalla Sezione delle Autonomie della Corte dei conti…..”. Un preciso obbligo, che però l’amministrazione regionale uscente ha colpevolmente disatteso. Nella deliberazione numero 47 dello scorso novembre infatti la sezione regionale di controllo della Corte dei Conti osserva: «La Regione Calabria ha approvato lo schema di rendiconto per l’esercizio finanziario 2013 con atto della Giunta 163 del 29 aprile 2014. In conseguenza di ciò, questa Sezione, con nota protocollo 2462 del 26 maggio 2014 ha sollecitato l’invio della relazione anche per l’anno 2013. Non avendo ricevuto alcun riscontro ai precitati solleciti (numeri 1624/2014 per la relazione relativa all’anno 2012 e n2462/2014 per la relazione relativa all’anno 2013), questa Sezione, in sede di giudizio di parificazione del rendiconto generale della Regione Calabria per l’esercizio finanziario 2013 ha formulato, nell’ambito della relazione allegata al predetto giudizio, uno specifico rilievo in ordine al mancato adempimento da parte del presidente della Regione Calabria, per gli anni 2012 e 2013, dell’obbligo prescritto dal comma 6 dell’articolo 1 del dl 174/2012». Per questo per i giudici contabili calabresi «è di agevole comprensione che è stato impedito alla Sezione di acquisire gli elementi di giudizio necessari al compiuto esercizio delle proprie funzioni. Infatti, il mancato invio delle relazioni, oltre a costituire violazione di un preciso obbligo di legge, compromette lo svolgimento dei nuovi compiti intestati alla magistratura contabile in ordine al controllo statuale sulle regioni, vanificando, al contempo, lo scopo essenziale perseguito dal legislatore di dar conto dell’osservanza da parte delle Regioni dei vincoli di Finanza pubblica e di ogni altra grave irregolarità contabile e finanziaria». Rimarcato che «a oggi nessuna delle relazioni relative agli anni 2012 e 2013 è pervenuta alla Sezione», la deliberazione 47 della Corte dei Conti accerta «il perdurante inadempimento per gli esercizi 2012 e 2013 del presidente pro tempore della Regione Calabria dell’obbligo istituzionale di redazione e trasmissione della relazione sulla regolarità della gestione, sull’efficacia e adeguatezza del sistema dei controlli interni, come testualmente previsto dall’art. 1, comma 6, del decreto legge 174/2012, convertito con modificazioni dalla legge 213/2012». Inoltre, «in conseguenza della violazione di legge» la magistratura contabile accerta «l’illegittimo impedimento da parte del presidente pro tempore della Regione Calabria del potere/dovere di altri organi pubblici di esercitare le proprie funzioni istituzionali. Nella specie, il reiterato comportamento omissivo rilevato non ha consentito alla Sezione regionale di controllo della Corte dei conti per la Calabria di svolgere compiutamente le proprie valutazioni in merito alla corretta e sana gestione della Regione Calabria, precludendo l’esigenza di acquisire fondamentali elementi di valutazione e di giudizio al riguardo e, soprattutto, intralciando l’esercizio di un sindacato che la legge ha assegnato specificamente alle Sezioni regionali di controllo della Corte dei conti, prefigurate come istituzione dello Stato ordinamento preposte, in via esclusiva, ai controlli di che trattasi». Per il neo presidente della Regione Oliverio e per la sua amministrazione ecco dunque un’altra “incombenza” ereditata dal centrodestra: recuperare un corretto rapporto con la Corte dei Conti. (a. c.)

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