Consiglio rinviato, Tassone: una pagina sgradevole

«Non si riesce a capire perché ci sia stato il rinvio della prima seduta di Consiglio dopo le elezioni che è stabilita dalla legge. Non si possono considerare le istituzioni come una cosa privata, non si può derogare alla norma e non si è mai vista una simile situazione». Lo ha affermato il leader nazionale del Cdu Mario Tassone nel corso del tradizionale scambio di auguri con i militanti del partito a Catanzaro (nella foto). «Mi spiace constatare – ha aggiunto Tassone – come ci siano ancora delle sacche che continuano a pensare che le istituzioni siano un fatto personale e familiaristico. Sono convinto, però, che questi siano gli ultimi sussulti di una classe politica, con la quale Oliverio non ha nulla a che vedere, che ha gestito e crede di continuare a gestire la Regione non in termini di apertura verso il cittadino e mancando di rispetto ai calabresi. Per parte nostra siamo pronti a dare il nostro contributo in sostegno del presidente Oliverio affinché in Calabria non prevalgano più le forze oscure che hanno distrutto questa regione». Tassone ha anche analizzato il dato del Cdu alle Regionali affermando che «forse se ci fosse stato ancora più entusiasmo avremmo potuto raggiungere il 4 per cento ma abbiamo di dimostrato di avere consistenza ottenendo un buon risultato, correndo a mani nude, senza consiglieri comunali o regionali uscenti o incarichi nelle strutture della Regione e senza il pellegrinaggio dei ministri da parte di altre forze politiche come nemmeno la vecchia Dc aveva mai fatto con tanta arroganza. Ringrazio i candidati e gli amici che hanno fatto una campagna elettorale animati solo dalla fede nel recupero della politica vera e dalla passione». Molto critico poi Tassone nei confronti del premier Matteo Renzi e del governo nazionale: «E’ in atto – ha osservato ancora il leader Cdu – una rottamazione del dialogo, del confronto e delle idee. La vicenda politica odierna non ci appassiona. Quello che è evidente è che si cerca l’ancoraggio a posizioni di potere, invece di pensare al bene degli italiani. La riforma del Lavoro rischia di creare ancor più disoccupazione, perché gli industriali possono usufruire degli incentivi e licenziare di lì a poco i lavoratori che non hanno maturato sufficienti “tutele crescenti”. Per questo motivo, per evitare che il nostro patrimonio ideologico venga meno, faccio un appello all’Udc perché ci si ritrovi ancora una volta uniti». Per quanto riguarda il futuro del Cdu, che tra le opzioni ha anche quella di un’aggregazione con altre forze moderate come il movimento di Corrado Passera, Tassone ha evidenziato: «Ho sempre detto che il Cdu non è un punto di arrivo ma un punto di partenza, ma la prossima aggregazione dovrà salvaguardare i nostri valori e la nostra storia. Non ho nessuna intenzione di abbandonare ma devo considerare anche le esigenze di cambiamento e di una mia eventuale successione».

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