Clochard salvato dal gelo, grazie alla solidarietà dei cosentini

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“Chiovanu sordi spicci a Cusenza” e Signore Dio insieme all’inseparabile Tatangelo rendono talmente tintinnante la moneta da assicurare un letto caldo ad Antonello, un clochard “abbracciato” dalla solidarietà dei cosentini grazie agli occhi dell’amore per il prossimo di Sergio Crocco e della “Terra di Piero”.
Una carezza che Antonello ricorderà per la vita, in una gelida notte di inizio anno a meno quattro gradi, sul suo giaciglio freddo, a piazza Matteotti, un tempo stazione ferroviaria della città dei Bruzi, oggi sede del Coni. E’ trascorsa la mezzanotte nella città dei sordi spicci; un silenzio rotto solo dalle automobili che percorrono le strade ormai deserte, nasconde tante realtà, tante verità che tutti, o quasi, fingono di non vedere. Ma gli angeli non riposano mai e, lo sguardo vigile di Sergio Crocco, alias Canaletta, non rimane indifferente davanti ad una coperta arancione che avvolge il corpo di un senzatetto, nel suo letto fatto di cemento e polvere e tanto freddo. Accanto una busta di plastica bianca, quelle da supermercato, dove l’uomo che poi si scoprirà chiamarsi Antonello, conserva i suoi pochi averi….Canaletta è come paralizzato; non può andare via ed essere indifferente . Lui che della sua vita ne ha fatto una missione per aiutare il prossimo, per donare un sorriso. Si dirige da Antonello, poche parole per capire come poterlo aiutare. “Mi chiamo Antonello, ma ti prego voglio chiamato Antonio. Stanotte dormo qui!”. Canaletta mette una mano in tasca e ne tira fuori il cellulare e affida alla solidarietà dei tanti cosentini , che affollano il social network più famoso nel mondo, una richiesta di aiuto, un abbraccio a quello sconosciuto che, come tutti, ha diritto a vivere: “Cosenza. 2 gennaio 2015, meno 4 gradi. Questa immagine è il fallimento della mia città – scrive Crocco -. Io non mi rassegno a vederla soltanto. Nel mio piccolo sto cercando di risolvere questo scempio. Ma non mi rassegno nemmeno al pensiero che senza il complotto infame e schifoso contro Padre Fedele, con l’Oasi che era davvero l’Oasi, queste immagini i cosentini non le avrebbero viste e questa persona a quest’ora dormirebbe in un letto caldo. Stramaledetti, la mia speranza è sempre la stessa. Che tutti quelli che hanno contribuito al complotto possano soffrire quello che sta soffrendo questo signore, senza che nessuno sia disposto ad aiutarli”. Parole forti quelle di Canaletta, provate sulla sua pelle con i viaggi in Africa per aiutare i bambini grazie al progetto della Terra di Piero. Un uomo umile ma con un cuor di leone che non ha esitato a prendere una penna in mano e raccontare la storia della sua città in un capolavoro popolare per raccogliere fondi e aiuti da destinare a chi è stato meno fortunato. E la sua richiesta non è passata inosservata. Quasi in duemila hanno visto il suo post e in 200 lo hanno condiviso. E tanti amici che appartengono anche all’associazione Terra di Piero non se lo sono fatti ripetere due volte: una colletta, un pasto caldo, una doccia e un letto comodo all’hotel Excelsior, sono stati il regalo per Antonello che ha rappresentato quel prossimo che Dio ha comandato di amare. E Sergio l’ha fatto, i cosentini l’hanno fatto, la Terra di Piero ha risposto ancora, come sempre, nel silenzio, senza riflettori, ma con la gioia più grande di donare un sorriso. E canaletta poi scriverà ai tanti amici: “Vi aggiorno sulla situazione di Antonio, così si chiama il nostro amico di Fagnano Castello. Stamattina appena mi ha visto entrare nella stanza mi ha detto ” cà dintra ci fà cavudu” Poi mi ha ringraziato mille volte e ha voluto essere accompagnato all’autostazione perchè ha detto di volere andare a San Marco Argentano. Ovviamente ho rispettato la sua volontà e ringrazio tutti quelli ( e siete stati in tanti) che avevano offerto di pagare l’albergo per altre notti ( in primis Danilo P. che stanotte mi ha tempestato di messaggi e telefonate). A me resta la rabbia perchè stanotte Antonio sarebbe morto di freddo e di indifferenza sotto una copertina arancione che non avrebbe scaldato nemmeno un neonato”.Finisce così, a lieto fine, una storia di solidarietà, a dispetto di tanta indifferenza che ci circonda. Una riflessione di inizio anno che dovrebbe toccare ai politici e alle istituzioni che spendono soldi per comprare il proprio elettorato, invece di destinarli ad opere di bene e distruggono l’edificazione del bene di pochi, per il proprio tornaconto personale. In queste ore la Terra di Piero ha un container della capienza di circa sei metri, riempito solo per metà, del materiale che serve per la sopravvivenza di 80 bambini in Madagascar: Computer (se fisso, con schermo); Stampante; Risme di carta A4; Pannelli solari con inverter e accumulatore; Macchine da cucire; Matasse di filo per cucito; Tavoli; Sedie pieghevoli; Banchi e sedie di scuola; Scaffali di metallo; Armadi anche di metallo (tipo uso ufficio); Lampada da esterno funzionante ad energia solare; Frigorifero (visto che abbiamo problemi di energia elettrica, ne servirebbe uno a basso consumo!); Cucina elettrica (come per il frigorifero); Pentole di piccole, medie e grandi dimensioni (anche le “quadare” sono accettate!!!); Piatti, bicchieri e posate (possibilmente di acciaio); Alimenti a lunga scadenza. Sul profilo di Facebook di Sergio Crocco e sul sito dell’associazione “La terra di Piero” è indicato il luogo dove potere portare il materiale. Gli angeli esistono e non necessariamente hanno le ali!

Deborah Furlano

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