Elettrodotto a Montalto, interrogazione all’Europarlamento

L’europarlamentare del gruppo Gue-Ngl Eleonora Forenza, eletta nella lista “L’Altra Europa con Tsipras” nel collegio Sud, nei giorni scorsi ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea in merito all’inquinamento ambientale e ai danni prodotti alla salute umana dall’elettrodotto Laino-Feroleto-Rizziconi, di proprietà della Terna Spa, nel tratto di Montalto Uffugo. L’interrogazione si basa sulla classificazione di questo tipo di opera da parte dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) – “possibile agente cancerogeno umano, con pericolosità elevata per la salute dell’uomo” – sulla non conformità dello stesso elettrodotto, nel territorio di Montalto Uffugo, agli standard progettuali di qualità e di sicurezza previsti dalla normativa vigente, nonché su documentate perizie che hanno evidenziato gravi danni per la salute dei cittadini causati delle onde elettromagnetiche. Per questo, tenendo conto che «l’elettrodotto in questione non solo non è stato interrato nelle zone antropizzate, così come previsto dal Piano energetico regionale del marzo 2005, ma, contravvenendo a precise disposizioni autorizzative, i cavi sono stati posti, in alcuni casi, a meno di 50 metri dalle abitazioni», la Forenza (nella foto) ha richiamato «la raccomandazione del Consiglio dell’Unione europea del 12 luglio 1999 (relativa alla limitazione dell’ esposizioni della popolazione ai campi elettromagnetici), il mancato adeguamento dello Stato Iitaliano a tale normativa e la mancata revisione dei limiti di esposizione, ad oltre 10 anni dall’approvazione della normativa di settore che prevedeva un riesame degli stessi entro un massimo di 3 anni». Pertanto, l’europarlamentare ha chiesto alla Commissione di verificare la conformità dell’impianto rispetto alle normative vigenti, per quanto previsto per «il rispetto della salute dei cittadini e la salvaguardia, la tutela e miglioramento della qualità dell’ambiente» nell’articolo 191 del Trattato sul funzionamento dell’Ue, chiedendo, altresì, di verificare se l’interramento dei cavi, pure previsto dalle norme regionali, potrebbe rappresentare una mitigazione ambientale utile a ridurre i rischi per la salute delle popolazioni. Per giunta, l’intervento della Forenza – componente della Commissione Ambiente e Salute – e di tutto il gruppo della Sinistra unitaria europea (Gue/Ngl), stimolato dal “Comitato Insieme per la salute di Montalto Uffugo”, da alcune associazioni ambientaliste e dalla Federazione provinciale del Prc di Cosenza, basandosi sull’approfondita e scientificamente documentata perizia Maggiolini-Di Massa, redatta per conto della Procura della Repubblica di Cosenza, e cogliendo la disponibilità di esponenti dell’associazione scientifica Isde Italia – Medici per l’Ambiente, fra i quali il vicepresidente nazionale della stessa, Ferdinando Laghi, si concentrerà nei prossimi mesi sulla possibilità di introdurre nella normativa europea norme molto restrittive sull’esposizione ai campi elettromagnetici nocivi, anteponendo la tutela della salute dei cittadini e il miglioramento della qualità dell’ambiente al business di pochi soggetti e/o imprese.

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