Emodanneggiati, Mangialavori chiede chiarimenti

Il consigliere regionale della Casa delle Libertà Giuseppe Mangialavori ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al fine di «conoscere se la neo-eletta amministrazione regionale abbia intrapreso ogni utile iniziativa volta a risolvere la questione relativa al mancato pagamento dei titolari dei benefici di cui alla legge 210/1992». Scrive Mangialavori (nella foto): «Sono più di mille i casi di calabresi infetti da virus dell’epatite o dell’Hiv per trasfusioni o interventi chirurgici errati. A tal proposito va precisato che dal 2001, la competenza al pagamento di tali indennità è stata assegnata alle Regioni. Idem per quel che concerne gli interessi legali e la rivalutazione monetaria sui ratei maturati e non riscossi; e tutto ciò in virtù di un’evoluzione giurisprudenziale ormai consolidata. Ma, in seguito ai tagli operati con la cosiddetta spending review, a partire dal dicembre 2011, il Governo ha decurtato i fondi destinati al pagamento di tali indennità. La precedente amministrazione regionale – ricorda il consigliere regionale – in una prima fase, ha fatto fronte al pagamento delle indennità in questione, anche mediante l’utilizzo di fondi propri di bilancio. Tuttavia, la situazione adottata non ha risolto la problematica in esame. Tant’è che, allo stato, molti calabresi aventi diritto a percepire le  suddette indennità e/o i relativi oneri accessori (interessi e/o rivalutazione monetaria), non hanno avuto riscontro nei loro diritti». Nell’interrogazione il consigliere regionale della Cdl inoltre sottolinea che «per molte persone, l’indennità ex lege 210/1992 rappresenta l’unica fonte di sostentamento. Per altre, gli oneri accessori a tale indennità rimangono un beneficio acclarato, normativamente o giudizialmente, ma non soddisfatto concretamente. Per tali ragioni – conclude Mangialavori – è stato chiesto alla Giunta regionale, se intenda o meno, inserire nell’agenda di governo, con estrema sollecitudine, tutte le iniziative politiche finalizzate ad una positiva soluzione dell’annosa vicenda. La gravità circa il mancato integrale o parziale pagamento delle spettanze in questione, si traduce, infatti, per molti calabresi in un’inaccettabile negazione di un loro primario diritto».

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