Omicidio Lanzino, dopo 26 anni trovato Dna dell’assassino

Potrebbero emergere nuovi elementi dalle indagini sull’omicidio di Roberta Lanzino, la studentessa diciannovenne violentata e uccisa il 26 luglio del 1988 sulla stradina che collega Falconara Albanese alla costa tirrenica cosentina. Gli uomini del Ris dei Carabinieri di Messina, incaricati di analizzare reperti finora trascurati nelle indagini, hanno isolato del probabile liquido seminale dal terriccio prelevato, all’epoca, sotto il corpo della giovane e ancora mai analizzato. Gli inquirenti sperano di ricavarne elementi utili per tracciare un profilo biologico dell’assassino. Per l’omicidio è ancora in corso il processo bis davanti alla Corte d’Assise di Cosenza. La vicenda ha fatto già registrare colpi di scena, con l’emergere di particolari inediti: nell’aprile scorso spuntò fuori dai reperti anche un braccialetto indossato dalla vittima, che era rimasto chiuso negli archivi senza essere stato mai esaminato. La vittima, partita da Cosenza, doveva raggiungere la residenza estiva della famiglia sulla costa tirrenica ma non vi arrivò mai, essendo stata bloccata e uccisa da persone ancora ignote. (Agi)

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