Rifondazione: rigurgiti di “regime” contro Caruso

«Ringalluzziti dalle politiche di smantellamento dell’ordinamento democratico italiano, fondato sul bilanciamento dei poteri, sulle garanzie costituzionali e sul ruolo e l’autonomia di enti e istituzioni culturali e sociali, alcuni personaggi in cerca di autore pensano di occupare la scena mediatica calabrese con incredibili e inaccettabili proposte di controllo politico persino sulla scelta dei docenti delle Università calabresi». Lo afferma il segretario regionale di Rifondazione comunista Pino Scarpelli (nella seconda foto) commentando le polemiche scoppiate a Catanzaro dopo la nomina dell’ex non global ed ex parlamentare Francesco Caruso per una cattedra all’Università di Catanzaro. Scarpelli aggiunge: «Tali pretese, manifestatesi nei giorni scorsi attraverso le bizzarre prese di posizione di un esponente di Forza Italia del Comune di Catanzaro e di un rappresentante del tristemente noto sindacato di polizia Coisp, circa le “nefaste” qualità politiche del ricercatore Francesco Caruso, incaricato dall’Università Magna Grecia di tenere lezioni di sociologia dell’ambiente e del territorio, richiamano la teoria vichiana dei “corsi e ricorsi della storia”. Nel ventennio fascista, quando per svolgere l’insegnamento universitario era necessario fare un giuramento di fedeltà politica al regime – e lì la vicenda assunse i toni della tragedia – un calabrese, il fisiopatologo e socialista Giacomo Albo, fu tra i cinque docenti che coraggiosamente rifiutarono di sottomettersi; ai giorni nostri, la boutade del duo Cardamone-Brugnano, sebbene preoccupante per sfrontatezza e per il contesto di decostruzione delle istituzioni democratiche già citato, assume veramente i toni della farsa ma, indirettamente, qualifica la decisione di chi governa l’Università Magna Grecia». SCARPELLI PINO rifondazioneSecondo il segretario regionale di Rifondazione comunista «tutta la vicenda, per giunta, segnala un ulteriore rigurgito di azioni da “regime” che, viste le assonanze tra rappresentanti di estrema destra ed ex o appartenenti alle forze dell’ordine, non vanno certo sottovalutate. In realtà, a noi che conosciamo e ci pregiamo di frequentare e confrontarci spesso con Francesco Caruso che, ricordiamo, eletto nelle liste del Prc in Calabria è stato anche uno dei pochi parlamentari estranei a pratiche clientelari e che al meglio hanno rappresentato le istanze e gli interessi collettivi della maggior parte dei calabresi, sono ben chiare le sue capacita culturali ed il suo rigore di ricercatore e di meridionalista, consolidato sul campo con la continua ed incessante azione di frequentazione delle classi subalterne, dei precari, dei migranti e dei movimenti territoriali attivi in questa regione e non solo. In ogni caso, non possiamo fare a meno di rilevare la coincidenza che uno dei principali accusatori nel processo Sud Ribelle, conclusosi con la piena assoluzione di Francesco Caruso e degli altri compagni accusati, è anche uno dei massimi rappresentanti del Coisp in Calabria: ci auguriamo che la “persecuzione” attuata con quell’inchiesta, rivelatasi nient’altro che un bluff, non continui sotto forma di ingerenza illegittima in altri campi. Sappino i novelli censori neri che – conclude Scarpelli – non avremo remore a contrastare democraticamente i loro disegni e a mobilitarci tempestivamente per salvaguardare, da qualsiasi forma di condizionamento, l’autonomia delle Istituzioni pubbliche e dei docenti preposti alla formazione universitaria dei giovani calabresi».

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