Consiglio, una legge per evitare altri “casi Wanda Ferro”

Mai più un altro “caso Wanda Ferro”. Il consigliere regionale della Casa delle libertà Giuseppe Mangialavori ha depositato a palazzo Campanella una proposta di legge che punta a evitare in futuro lo scandaloso epilogo delle ultime elezioni amministrative: l’esclusione del candidato governatore miglior “perdente” dai banchi dell’Assemblea. Una situazione che, nella relazione illustrativa al suo testo normativo, Mangialavori definisce «un vulnus per la democrazia e una beffa politica, cui occorre, immediatamente, porre rimedio. In tal senso, risulta improcrastinabile una modifica all’attuale legge regionale perché preveda in modo chiaro tale presenza a far data dalla prossima elezione per il rinnovo degli organi regionali. Un’amministrazione che voglia compiere, fino in fondo, il suo dovere pubblico deve prima di tutto offrire un quadro normativo certo, chiaro e coerente. Per evidenti ragioni politiche, la questione della rappresentanza non è affatto secondaria… un sistema elettivo che non asseconda la volontà dei suoi elettori, si pone al di fuori da ogni logica democratica…». La proposta Mangialavori è composta da due articoli: il primo aggiunge all’articolo 2 dell’attuale legge elettorale un comma secondo il quale “un seggio è riservato al candidato alla carica di presidente della Giunta regionale che ha conseguito un numero di voti validi immediatamente inferiore a quello del candidato proclamato eletto presidente. La sua assegnazione è effettuata prima di tutte le altre. Rimangono, pertanto, immutati, i criteri di assegnazione dei rimanenti seggi, sanciti dalla presente legge”. Ovviamente la modifica prevista dal consigliere regionale della Casa delle libertà – sempre che diventi legge vera e propria nei mesi a venire – può entrare in vigore solo dalla prossima legislatura. Di fatto, nulla toglie alla “mascalzonata” consumata – anche e soprattutto dai suoi amici di coalizione – ai danni della Ferro, candidata presidente sconfitta da Oliverio e esclusa dal consiglio regionale (a differenza dei suo “predecessori” Nuccio Fava, Sergio Abramo e Agazio Loiero) in forza di una modifica dell’attuale legge elettorale che ha eliminato il richiamo a una norma di rango costituzionale. Chissà quanto alla Ferro faccia realmente piacere la proposta normativa di Mangialavori (i due insieme nella foto durante la campagna elettorale), visto che nella passata legislatura bastava così poco per evitare l’esclusione della leader del centrodestra dal Consiglio. A Mangialavori il merito di provare a ricucire una grave ferita alla rappresentanza politica in Consiglio regionale, merito che invece non si può attribuire agli amici di partito – Forza Italia – e di coalizione della Ferro – molti dei quali rieletti – che le hanno “remato contro”. Nella prossima settimana comunque il Tar dovrebbe discutere del ricorso della stessa Ferro contro la sua esclusione. E magari la magistratura arriverà prima della politica, come sempre… (a. c.)

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