Atam, lo stop dei bus in Consiglio tra sms e ricerca di soci

Ripartito dopo tre giorni di stop. È la sconcertante vicenda del trasporto pubblico locale con i bus dell’Atam rimasti irrimediabilmente fermi nel piazzale di via Foro Boario a causa della mancanza di polizza assicurativa. L’argomento ha occupato una rilevante porzione del civico consesso a palazzo San Giorgio, in una seduta impostata su due punti all’Ordine del giorno: il primo legato all’adozione di un regolamento per il testamento biologico (approvato a maggioranza); il secondo, appunto, a una modifica allo statuto dell’Atam (accolto ad unanimità). Durante quest’ultima discussione poco o quasi si è accennato al fatto che i mezzi dell’azienda di trasporto reggina avessero le assicurazioni scadute oltre ogni proroga, mentre invece ci si è concentrati sull’apertura del Comune a ricapitalizzare la società aprendo a soci terzi, puntando, soprattutto, all’ingresso di soggetti pubblici, in primis Provincia di Reggio e Camera di Commercio.

L’Atam non naviga economicamente in buone acque, sebbene finanziariamente abbia il vento in poppa. Con circa trenta milioni di debiti, ne aspetta infatti almeno dieci dalla Regione Calabria, un’agognata quanto sperata boccata d’ossigeno, con tanto di riconoscimento di detti oneri da parte della contabilità regionale, la quale però attende la certificazione ministeriale. Una bella gatta da pelare per il sindaco Giuseppe Falcomatà, già impegnato tra l’altro a fare da spola tra Catanzaro e Roma, tra Oliverio e Renzi, tra Pd e Pd, per cercare di far quadrare i bilanci di Palazzo San Giorgio.

Nel frattempo il primo cittadino reggino può contare su un valore primario ed inestimabile dell’Atam, ossia la spiccata democraticità dei dirigenti. Infatti, c’è un sottile filo (telefonico) che lega gli autisti dell’azienda di trasporto col sindaco di Reggio, ossia gli sms di avviso della sospensione del servizio causate dallo scadere dell’assicurazione. I messaggini, inviati giusto la sera prima del blocco dei mezzi in circolazione, con cui la dirigenza della società per azioni Atam avvertì i dipendenti ed il suo unico azionista, il Comune.

Questo era un risvolto che già era trapelato dalle parole di alcuni autisti che nel primo giorno di “fermata obbligatoria” si sono recati comunque al lavoro per dimostrare all’utenza come tale disservizio non era dovuto a scioperi o mancanze da parte loro. Dopotutto, come affermano alcuni esponenti del sindacato Usb (la cui sezione non è riconosciuta dall’Atam) solo agli autisti è pervenuto il messaggio di non presentarsi al lavoro, sempre la sera prima della mancata circolazione dei mezzi, mentre gli altri impiegati si sono presentati puntualmente e normalmente a timbrare il cartellino. La conferma di ciò è poi arrivata questo lunedì durante un commento del sindaco Giuseppe Falcomatà, espresso alla chiusura dei lavori consiliari, nel quale affermava di essere stato avvisato del disservizio ormai a cose fatte.

L’unica incognita rimasta è sapere chi è stato avvertito prima, a patto comunque che tale informazione possa interessare. In fondo forse non c’è molto di cui meravigliarsi, dopotutto Reggio è la Calabria e la Calabria è l’Italia, luoghi belli ed incredibili, in cui per bloccare una riforma basta un tweet e una telefonata può provocare guasti a delle fragili rotative.

Francesco Ventura

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