Aeroporti, Muraca: no alla società unica di gestione

No alla società unica di gestione degli aeroporti calabresi. Lo afferma l’ex presidente dell’Asi di Catanzaro Luigi Muraca. «Come è noto – esordisce Muraca – il Piano Nazionale degli Aeroporti prevede che lo scalo di Lamezia Terme rientri nel ristretto novero degli aeroporti strategici per una serie di criteri, tra cui l’ubicazione territoriale, le dimensioni e la tipologia di traffico, le previsioni dei progetti europei Ten, in applicazione ai criteri fissati dall’articolo 698 del Codice della navigazione. Questa scelta, fondata su dati oggettivi e per la quale non ha brigato nessuno, sancisce che la porta d’ingresso e d’uscita della Calabria è l’aeroporto di Lamezia, il quale sempre più dovrà avere l’attenzione delle istituzioni per consolidarsi nella core network“ europea. Secondo il Piano, gli scali calabresi di Crotone e Reggio Calabria restano di interesse nazionale e devono “meritarsi“ tale qualifica, in quanto potrebbero essere declassati a scali regionali qualora non dovessero rispettare le condizioni poste: la prima è l’efficienza gestionale, devono cioè dimostrare il raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario; la seconda impone una sorta di specializzazione dello scalo e una riconoscibile vocazione dello stesso». L’ex presidente dell’Asi di Catanzaro aggiunge: «In questi ultimi giorni, da ambienti sindacali e da parte di alcune confederazioni, arriva l’auspicio che si costituisca un’unica società di gestione degli aeroporti calabresi, verosimilmente per sopperire agli affanni finanziari degli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria. Rispetto a questa ipotesi, peraltro contraria al Piano nazionale, illegittima e giuridicamente impraticabile, vorremmo sentire un diniego netto e solare, senza doppiezze, non solo da parte degli amministratori di Sacal, ma soprattutto dai suoi maggiori azionisti come il Comune di Lamezia, la Provincia di Catanzaro, il Comune di Catanzaro e la Regione Calabria. Il Piano nazionale, infatti, prevede una società regionale solo in Toscana, per gli aeroporti di Pisa e Firenze. Sembra chiaro che, nonostante i milioni di Euro versati nei mesi scorsi a Ryanair per un improbabile rilancio dello scalo crotonese, quest’ultimo – evidenzia Muraca – versi in condizioni finanziarie precarie, così come non meno gravosa risulta la situazione dell’aeroporto di Reggio Calabria. Secondo il predetto Piano, tali aeroporti dovranno presentare un piano industriale da realizzare entro un triennio, nel quale dovranno dimostrare di sapere stare in equilibrio finanziario grazie alle proprie potenzialità ed alla capacità di occupare il mercato. Non possono più essere invocati aiuti da parte degli enti, nemmeno da parte della Regione che non ha alcuna facoltà di salvataggio e che anzi, nella qualità di socio, deve vigilare affinché il piano industriale dei due Aeroporti di interesse nazionale venga presentato e portato a compimento. La Calabria, se vuole cambiare davvero, non può ipotizzare di assistere enti o società infruttuose, deve operare delle scelte coraggiose che stimolino la crescita ed anche sul piano infrastrutturale, oltre che su quello industriale, deve mettere Lamezia e il suo aeroporto al centro delle sue politiche di sviluppo. Questo concetto vogliamo sentire dal presidente Oliverio nelle sue prossime dichiarazioni programmatiche, non tollereremo che Lamezia conti poco come è successo sino ad ora, Lamezia deve contare per il suo ruolo baricentrico e perché ce lo impone un Piano nazionale degli aeroporti, concepito da esperti del settore. Riguardo, infine alla capitalizzazione della Sacal, prevista dalle norme vigenti in ragione del superamento dei due milioni di passeggeri, suggeriamo di attendere le elezioni comunali di Lamezia Terme, previste in primavera, affinché il socio di maggioranza relativa, possa pianificare, unitamente agli altri soci pubblici e privati, il futuro del proprio aeroporto». A parere di Muraca (nella foto) «non si può pervenire ad una scelta così importante in maniera improvvisata, senza che si apra una discussione nel prossimo Consiglio comunale e non si vagli anche l’opportunità di un azionariato popolare, ove le condizioni finanziarie dei soci pubblici non dovessero consentire di esercitare l’opzione per l’aumento di capitale. Lamezia non è solo la sede del sedime aeroportuale e quindi, anche su questo aspetto, notevolmente rilevante per la nostra città, attendiamo una chiarificazione dal presidente Oliverio e dal sindaco Speranza».

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