“Stop cinghiali”, le testimonianze dei giornalisti nel mirino

Le testimonianze di alcuni giornalisti finiti nel mirino, minacciati o licenziati per aver fatto semplicemente il proprio lavoro con onestà e coraggio hanno chiuso il dibattito ‘Stop cinghiali-La giornata della libertà della stampa calabra” organizzata a Cosenza dall'”Orasiamonoi” in collaborazione con il sindacato regionale dei giornalisti. Molto sentito l’intervento di Michele Albanese, del ‘Quotidiano della Calabria’, costretto da alcuni mesi a vivere sotto scorta per le minacce della ‘ndrangheta: “In Calabria – ha detto Albanese – stiamo vivendo una situazione davvero pesante, un ‘pantano’ nel quale sguazzano la ‘ndrangheta, la cattiva politica e la cattiva imprenditoria, e purtroppo dobbiamo dire che ci sono anche pezzi della nostra categoria che contribuiscono a questo quadro drammatico. Dobbiamo fare fronte comune per scardinare questa cappa che soffoca la Calabria”. Appassionate anche le parole della giornalista crotonese Rossana Caccavo, che alcuni anni fa è stata licenziata da un’emittente televisiva dopo essere stata nominata rappresentante sindacale e di recente ha avuto ragione in sede giudiziaria. Collegato telefonicamente anche Lucio Musolino, del ‘Fatto quotidiano’, giornalista più volte minacciato come è avvenuto in occasione dell’inchino di una statua della Madonna sotto la casa di un boss a Oppido Mamertina.

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