Lavoro e sanità, la Cgil contro il governo Renzi

«Il Governo centrale è contro il mondo del lavoro, contro il Sud e contro la Calabria». E’ quanto afferma la segreteria regionale della Cgil guidata da Michele Gravano (nella foto). Secondo la Cgil Calabria «l’ultima legge di Stabilità conferma quanto da noi detto nei giorni scorsi: l’assoluta inconsistenza della delegazione parlamentare calabrese, la mortificazione della Calabria e anche della nuova Giunta regionale. Abbiamo apprezzato e stiamo apprezzando lo sforzo che Oliverio sta facendo per mettere mano alle casse vuote e ai disastri lasciati dalla precedente amministrazione, ma ora è tempo di una svolta nel rapporto col Governo e con le diverse realtà imprenditoriali e sociali della Calabria». Ancora la Cgil: «La vicenda della Fondazione Campanella e della crisi della provincia di Vibo, dove i lavoratori non sono pagati da quattro mesi sono gli episodi che gridano vendetta per l’insensibilità e la lontananza del governo, mentre è stata trovata, per esempio, una soluzione per la crisi della Provincia di Venezia. Della “cabina di regia” non si ha neanche più il ricordo, a dimostrazione dell’azione propagandistica, unico merito che riconosciamo al presidente Renzi». La Cgil Calabria ritiene «necessario andare oltre l’emergenza e la politiche delle toppe e mettere in campo un’azione di svolta per la crescita e l’occupazione e per il coinvolgimento di tutte le forze imprenditoriali e sindacali. E’ necessaria una svolta per il Sud per ridare dignità e forza ai bisogni della Calabria. La strada perseguita finora del rapporto esclusivo diretto col Governo e della delega alla rappresentanza parlamentare non ha portato risultati, né basta ingraziarsi il presidente del Consiglio, che promette certo e manca di sicuro. Noi come Cgil faremo la nostra parte e rilanceremo la mobilitazione in Calabria e nel Paese». Quanto alla sanità secondo la Cgil «il Governo centrale sta giocando alla mortificazione, dopo annunci e “pacche sulle spalle”, e all’umiliazione del presidente della Regione. Nei mesi scorsi avevamo avvertito il presidente Oliverio di evitare errori su questo terreno. Purtroppo non ci ha voluto ascoltare e oggi siamo alla completa paralisi e ad una sua possibile mortificazione di Oliverio e forse alla nomina di un commissario ad acta inadeguato e soprattutto “ostile” al nuovo presidente. Sugli ammortizzatori sociali e sull’ impegno di Delrio di costruire un tavolo interministeriale se non si interviene presto, rischiamo un vero e proprio dramma sociale e conflitti molto aspri».

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