Rende, si ragiona sul contrasto alla violenza di genere

Evidenziare e approfondire le cause della violenza di genere; fare il punto su cosa è stato fatto e cosa si può fare; rinvigorire una rete interistituzionale attraverso un approccio multidisciplinare. Qquesti i punti nodali di cui si discuterà al convegno promosso dall’assessorato alle Pari Opportunità di Rende “Fare rete: il rafforzamento delle buone prassi nel contrasto alla violenza di genere” il prossimo 2 marzo alle 17,30 presso la sala “Tokyo” del Museo del Presente (nella foto). Convegno tutto al femminile cui prenderanno parte la presidente e la vice-presidente del Cug dell’ateneo di Arcavacata Giuliana Mocchi e Franca Garreffa; la consigliera regionale di parità Maria Stella Ciarletta; Antonella Veltri del direttivo nazionale D.i.R.e.; la legale della Fondazione Lanzino Ornella Nucci; Daniella Ceci delegata del Centro contro la violenza alle donne “R. Lanzino”; la presidente del Cpo Ordine avvocati di Cosenza Rosa Masi e Giovanna Vingelli direttrice del centro Women Studies-Unical. Sono invitati a partecipare il presidente della Regione Mario Oliverio, Mario Occhiuto presidente della Provincia di Cosenza, il rettore dell’Unical Gino Crisci, il presidente dell’Ordine degli avvocati di Cosenza Oreste Morcavallo, il presidente facente funzioni del tribunale di Cosenza Rosa Scotto di Carlo, il procuratore capo presso il Tribunale di Cosenza Dario Granieri, il prefetto Gianfranco Tomao, il questore Luigi Liguori, il comandante provinciale dei carabinieri di Cosenza Giuseppe Brancati, i sindaci dell’area urbana. “La situazione di emergenza – ha affermato l’assessore Marina Pasqua – che si evidenzia sul nostro territorio, non ultimo lo stupro subito di recente da una studentessa Unical, ci obbliga a riflettere sulle cause profonde della violenza contro le donne attraverso l’analisi dei diversi aspetti sociali, culturali, economici, psicologici, sessuali e, dunque, a moltiplicare gli sforzi per arginare tale criticità. Questo convegno vuole essere momento di confronto tra le diverse esperienze di enti, professionisti e volontari attivi nell’area urbana partendo dalla analisi culturale delle radici della violenza di genere. Come nel solco tracciato dalla Convenzione di Istanbul dobbiamo intervenire in ogni luogo di aggregazione affinché si favorisca un reale rispetto tra i sessi e una visione laica della sessualità”. E’ infatti dalle buone pratiche che bisogna muovere per parlare finalmente di parità al di là degli schemi patriarcali che vedono la donna troppo spesso relegata da una cultura dominante a ruoli marginali: “E’ questa -ha concluso Pasqua- una questione di civiltà prima che di cultura. E’ per tale motivo che si cercherà di trattare la violenza di genere non solo come emergenza di ordine pubblico, ma anche come questione politica e morale che investe la sfera individuale e collettiva. Appare dunque necessaria un’attenta analisi della mentalità, sottilmente connivente, che ancora alimenta il terreno culturale da cui si genera e che alimenta abusi e discriminazioni”.

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