Calcio violento, il Guardavalle replica all’Acri

“Ci meraviglia questo eccesso di indignazione e di zelo da parte della società acrese che nulla può rimproverare ai tesserati del Football Club Guardavalle”. Lo afferma lasocietà del Guardavalle calcio replicando all’Acri: “La stessa indignazione avremmo voluto leggerla o sentirla anche due anni fa quando in casa loro siamo stati aggrediti (allenatore, dirigenti, tifosi e genitori di due giocatori) al 90 minuto con spranghe, bastoni e lancio di oggetti solo perché avevamo esultato per il pareggio. Lo stesso dicasi per il ritorno quando i tifosi acresi si sono denudati di fronte alle forze dell’ordine e alle famiglie (donne e bambini) presenti allo stadio ‘Nicola Coscia’. Oppure vogliamo parlare dell’andata di questo campionato quando il nostro calciatore italo argentino Diego Casas è stato schiaffeggiato, guarda caso, dall’innocente diciannovenne che ha lamentato lo strattonamento e le ingiurie ieri, solo perché avevamo vinto sul campo la nostra partita, poi persa per un ricorso dell’Acri”. Il Guardavalle prosegue: “ Noi siamo responsabili di quello che accade in campo dove gli ospiti sono tutelati dalle forze dell’ordine, dalla terna arbitrale, dai commissari di lega e dai nostri dirigenti. Sarebbe pericoloso creare un precedente perché altrimenti chiunque si sentisse la ‘coda di paglia’ nell’apprestarsi ad affrontare una trasferta potrebbe dire di aver ricevuto aggressioni, minacce o insulti evitando di scendere in campo e rischiare i propri calciatori, utili in partite più ostiche (vedi Coppa Italia Francavilla vs Acri). Per concludere, se per l’Acri i fatti sono quelli elencati nella loro nota stampa, per noi invece sono quelli emersi e appresi allo stadio, sul rettangolo di gioco, unico luogo deputato a decidere sportivamente vincitori e vinti. L’Acri si e presentato allo Stadio “Nicola Coscia” scortato dalle forze dell’ordine (in seguito dalla loro nota abbiamo saputo perché), I tesserati sono entrati nello spogliatoio accompagnati dai carabinieri e dopo 5 minuti ne sono usciti avviandosi verso l’autobus lamentando un aggressione. Intanto quanti seguivano in diretta, sui siti web e sulle Radio locali la cronaca dell’anticipo, apprendevano che la società è arrivata scortata perché aveva riferito di aver subito minacce al Ristorante che li ospitava per il pranzo (Da chi??? Quando??? Dove?? Come???) Parecchie incongruenze che non giovano alla ricerca della verità. Guardavalle come comunità è ormai abituata a subire luoghi comuni e maldicenze varie. Fatto sta che, come detto – conclude il Guardavalle – sopra, ad Acri due anni fa, dopo un pareggio al 90 minuto nessuno si è indignato per l’aggressione”.

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