Caso Ferro, Tassone chiede una commissione d’inchiesta

Una commissione d’inchiesta per chiarire il mistero dell’esclusione della Ferro dal consiglio regionale perché è un caso che «pone delle questioni istituzionali e politiche ben precise». Lo afferma il segretario nazionale del Cdu Mario Tassone: «Nelle ultime elezioni per il rinnovo del presidente della giunta e del Consiglio regionale della Calabria del 23 novembre 2014 – ricorda Tassone – si è votato con una nuova legge elettorale che modificava quella precedente. Fra la “rivisitazione” anche la norma, in vigore da sempre non solo in Calabria ma in tutte le altre Regioni, che prevedeva l ‘entrata in Consiglio regionale del candidato alla presidenza della giunta “migliore perdente”. Alcuni consiglieri regionali hanno dichiarato che questa norma non sarebbe stata votata dall’assemblea regionale ma introdotta “successivamente” e “surrettiziamente”. A questo punto la storia non interessa solo la candidata esclusa Wanda Ferro, persona che stimo, ma investe direttamente la Calabria tutta e il Paese. Se tutto questo dovesse risultare vero ci troveremmo di fronte un fatto di inaudita gravità. Non può riguardare solo la magistratura amministrativa adita dalla Ferro, ma pone delle questioni istituzionali e politiche ben precise. Non si può ridurre il tutto a una “querelle”post elettorale fra contendenti». Ancora Tassone: «Di fronte a casi di questi genere cosa si fa? Si costituisce una commissione di inchiesta del Consiglio regionale neo-eletto per accertare gli eventuali “manipolatori” non di un atto amministrativo ma addirittura di una norma di legge. La stessa commissione bicamerale per le questioni regionali potrebbe operare, intanto, attraverso una indagine conoscitiva? Si perseguono senza sconti gli amministratori dei piccoli Comuni anche per piccole omissioni, si sciolgono i Comuni per infiltrazione della criminalità organizzata e per i suddetti fatti non sarebbe opportuno accertarne la veridicità e gli eventuali responsabili? E’ interesse non solo dei calabresi. Se non si fa chiarezza si continuerà a “vivere” in un precariato morale senza fine e in una inanità sconfortante a fronte la complessità dei problemi!».

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