Rende, si consolidano le pari opportunità

Si consolidano le fondamenta della città delle pari opportunità a Rende. L’assessore alle Pari Opportunità Marina Pasqua durante il convegno “Fare rete: il rafforzamento delle buone prassi nel contrasto alla violenza di genere” ha infatti dichiarato che Rende entrerà nel circuito locale territoriale che si occupa del contrasto alla violenza di genere. Dopo la sottoscrizione del protocollo Anci-D.i-R.e Rende è il primo comune della provincia ad averlo fatto. Il sindaco Marcello Manna, presente nella doppia veste di primo cittadino e di presidente della camera penale del tribunale di Cosenza, ha difatti affermato come: “Non bisogna partire dal mero dato giudiziario, parlare solo in termini di emergenza, ma, piuttosto, intervenire affinché tale fenomeno si possa arginare attraverso il fare rete, elemento caratterizzante del nostro modo di amministrare.”. La Pasqua ha posto il punto sulla “ambiziosa finalità del ridare linfa al circuito locale nell’intento non solo di contrastare la violenza contro le donne, ma di promuovere una cultura di genere.”. Anche Ida Bozzo, assessore alle politiche sociali ed alla pubblica istruzione, ha annunciato che sarà a breve avviata una campagna di sensibilizzazione nelle scuole. “Riteniamo – ha affermato l’architetto- che l’educazione alla parità sia un argomento importante attraverso cui avviare percorsi civici che ci facciano ottenere risultati tangibili nel campo della prevenzione della violenza contro le donne.”. La rete territoriale, come più volte ribadito dalle relatrici, appare oggi in sofferenza, svilita dai continui cambi ai vertici politici ed amministrativi: “Fare rete – ha sostenuto Antonella Veltri, referente nazionale di D.i.Re – è il principio che bisognerebbe far proprio nel nostro quotidiano. Sarebbe necessario però rispettare la convenzione di Istanbul così come la legge 119 del 2013. Siamo allo stallo: la nostra regione ad oggi non eroga i fondi necessari affinché i centri antiviolenza possano sopravvivere.”. Franca Garreffa, ricercatrice di sociologia all’Università della Calabria, ha fatto il punto sulla situazione della rete locale antiviolenza nata con il progetto Urban nei primi anni ’90: “Bisogna rafforzare la rete –ha affermato la vice presidente del CUG dell’Unical- attraverso un approccio che, necessariamente, deve essere di genere. Servirebbe, però conferire maggiore autorevolezza ai centri antiviolenza che spesso si trovano a dover sopperire alle lacune del nostro sistema amministrativo.”. La violenza della discriminazione nei luoghi di lavoro come elemento che attecchisce anche gli altri ambiti della vita delle donne: di questo quotidianamente si trova ad affrontare la consigliera di parità regionale Maria Stella Ciarletta: “E’ in atto una vera e propria cultura della prevaricazione –ha detto l’avvocata del foro di Reggio – ma ci vuole volontà politica forte nell’opporsi a tale situazione. Bisogna spronare il governo regionale poiché è evidente che la legge non viene applicata”. Daniella Ceci, tra le fondatrici del Centro contro la violenza alle donne “Lanzino” attivo dal 1989 ed attore fondamentale della rete ha esposto dati allarmanti raccolti dal centro. “Nel 2014 –ha detto la professoressa – abbiamo accolto 112 donne provenienti da tutta la provincia, la maggior parte delle quali –il 64%- senza alcun reddito e con un’età che nell’ottanta per cento dei casi si aggira tra i 30 ed i 49 anni. Questi dati ci danno il quadro di una situazione in mutamento: si sta abbassando l’età di chi subisce violenza , spesso i figli sono vittime di violenza assistita e le donne nella maggior parte dei casi non denunciano i loro partner o ex partner. Paradossalmente, proprio quando il numero di casi è aumentato la rete ha subito una situazione di stallo”. Ha concluso il dibattito Giuliana Mocchi, presidente del Cug dell’Università della Calabria che ha posto il punto sulla necessità di potenziare la rete così come l’osservatorio: “Gli esempi di volontà, di buone prassi fatti dalla rete ci sono, sta a noi oggi riprendere le fila del discorso e far sì che, sul modello del progetto Dav e con il nuovo partner istituzionale rappresentato dal comune di Rende la rete si possa rafforzare”.

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