La lezione del prof no global tra ovazioni e proteste

Accoglienza da stadio, con tanto di ovazione, per Francesco Saverio Caruso, da parte degli studenti che hanno partecipato alla prima lezione, tenuta dall’ex leader dei No global, di Sociologia dell’ambiente e del territorio del corso di laurea in Sociologia dell’Università di Catanzaro. Al suo arrivo alla facoltà tra l’altro campeggiava un volantino su cui era scritto “Fuori la polizia dall’università”. Contro la presenza di Caruso in precedenza si era registrata la protesta pacifica (nella seconda foto tratta da Ansa.it), protesta così motivata dal segretario regionale Coisp Giuseppe Brugnano: «Abbiamo desistito dal volere consegnare un estintore avvolto dall’ulivo al professore Caruso – ha spiegato Brugnano – a dimostrazione che la nostra è stata una provocazione rispetto all’inopportunità di questo incarico, considerato che l’ex no global non ha mai rinnegato il proprio passato e questo non ci sembra né etico e né morale. Per quanto mi riguarda, avevo detto di essere pronto anche a iscrivermi al corso di sociologia qualora lui avesse ritrattato il suo passato. Come tutti ricordiamo, lui si era definito un rivoluzionario ad oltranza, considerando Marco Biagi e l’ex ministro Tiziano Treu degli assassini. Secondo noi, avere Caruso docente nella nostra università pone una questione di inopportunità. Riteniamo assolutamente fuori luogo le reazioni scaturite dal nostro dissenso – ha concluso il segretario Coisp – anche perché tutto è avvenuto nella massima civiltà e senza assistere alle scene a cui invece ci hanno abituati. D’altronde, anche il manifesto affisso nell’Ateneo di Catanzaro dal motto “Fuori la polizia dall’università” mi pare non abbia nulla di pacifista ed è l’ennesima provocazione da parte di chi non ha altri metodi per confrontarsi». caruso 2Questa la replica di Caruso (nella prima foto, sempre tratta da Ansa.it, mentre tiene la sua prima lezione a Catanzaro): «Qui non c’è nulla di antistato, qui bisogna solo studiare e forse è questo che fa paura – ha detto Caruso – perché il vero nemico da combattere è l’ignoranza.Io sono rimasto sconcertato per il fatto che esponenti delle forze dell’ordine possano sindacare su chi possa insegnare in una università – ha detto ancora Caruso – e mi ricorda il regime degli anni ’30, ma quegli anni bui sono passati e vale la pena di ricordare quei 12 professori che si opposero a tutto questo e furono cacciati dalle università”. “Io cerco di mantenere un’attenzione e un attivismo rispetto ai disastri sociali e disuguaglianze che attanagliano la nostra società – ha detto Caruso – ma non vengo certo qui a spiegare agli studenti come si fa uno striscione, ma piuttosto come una regione come la nostra possa avere una possibilità di successo. Agli studenti chiederò solo di impegnarsi per studiare le dinamiche del territorio – ha detto ancora Caruso – e chiederò di realizzare dei veri laboratori per studiare la sociologia del territorio, per dotarli di elementi di analisi critica della loro realtà. Studiare non è di sinistra e l’ignoranza di destra o viceversa – ha detto Caruso – ma mi piace sottolineare il boom di iscrizioni che ha avuto questo corso, vuol dire che c’è voglia di interrogarsi sui dilemmi della nostra società contemporanea».

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