Regione, in commissione le criticità del Bilancio

La seconda Commissione del consiglio regionale – “Bilancio, programmazione economica e attività produttive, Affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero” –  si è riunita a Palazzo Campanella per avviare la programmazione delle attività istituzionali. «Abbiamo proceduto – ha detto il presidente della seconda commissione, Giuseppe Aieta del Pd (nella foto) – a una prima ricognizione insieme alla struttura di servizio dell’organismo per valutare eventuali proposte di legge e provvedimenti amministrativi urgenti pendenti con l’obiettivo di scongiurare la perdita di risorse finanziarie. E’ noto che il Bilancio della Regione – ha proseguito Aieta – ha la caratteristica di essere rigido, ovvero, che moltissime delle risorse sono vincolate, mentre le così dette “spese libere”, utili al finanziamento di atti legislativi ordinari, sono davvero limitate. Da qui, e per questo voglio ringraziare i colleghi commissari per il senso di responsabilità dimostrato in questa prima seduta – ha sottolineato Aieta – è necessario, e da subito, un attento esame rispetto alle priorità e alle necessità più urgenti della Calabria per concentrare azioni utili ed efficaci, evitando di ripetere esperienze passate, come la produzione di leggi così dette “manifesto”, rimaste opera cartacea per mancanza di copertura finanziaria, seppure contenenti indirizzi politico-programmatici di rilievo».
Nel corso della seduta, sono intervenuti i consiglieri Fausto Orsomarso (Misto), Mauro D’Acri (Oliverio Presidente), il consigliere-questore dell’Assemblea, Giuseppe Neri (Democratici e Progressisti) e Giovanni Arruzzolo (Ncd). Prima di concludere i lavori, la Commissione, su proposta del presidente Aieta, ha indicato la data del prossimo 2 aprile, alle ore 15,00 la convocazione della prossima seduta. Sarà audita l’Autorità di Gestione del Fesr, ed affrontate le ricadute del ‘”piano Juncker”. Il consigliere Mauro D’Acri, inoltre, relazionerà sulla crisi dell’apicoltura e più in generale, sulla zootecnia. «Il piano – ha ricordato il presidente della seconda Commissione – prevede la creazione di un nuovo fondo europeo per gli investimenti strategici (Efsi) e il coinvolgimento della Banca Europea degli Investimenti (Bei). Efsi avrà un capitale iniziale di 21 miliardi di euro. La Bei utilizzerà questi 21 miliardi per emettere obbligazioni – ha ribadito ancora Aieta – e raccogliere fondi sul mercato per un totale di 60 miliardi, con cui iniziare i finanziamenti dei progetti, con l’auspicio di un effetto moltiplicatore e, quindi, l’arrivo di nuovi investimenti “esterni” come effetto leva per attrarre ulteriori finanziamenti, pubblici e privati».

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