Ex Omeca vendute ai giapponesi, resta il no della Fiom

Il direttivo Fiom-Cgil comprensoriale convocato dal presidente Errigo Giarmoleo ha discusso della vertenza Ex-Omeca con la segreteria della Fiom-Cgil di Reggio Calabria-Locri. I dirigenti sindacali della Fiom-Cgil hanno manifestato la loro approvazione per il documento sindacale unitario prodotto e sottoscritto dalla Fiom insieme a Fim e Uilm e Cgil-Cisl-Uil per la difesa e tutela dello stabilimento AnsaldoBreda di Reggio Calabria. Il documento, sottoscritto da tutte le organizzazioni sindacali territoriali e confederali, prevede una serie di richieste per assicurare un futuro certo e ancora più florido per le Ex-Omeca, tra cui la riserva di una quota di partecipazione pubblica nella proprietà, e investimenti strutturali e infrastrutturali, oltre che il mantenimento e progressivo incremento dei livelli occupazionali. Il direttivo della Fiom-Cgil, all’unanimità, prende le distanze da quelle poche voci isolate, giornalistiche o politico-sindacali, che parlano della vertenza Ex-Omeca in via di cessione totale a una multinazionale con termini di scommessa, opportunità, e sfida non accolta. “Oggi conosciamo il livello e il valore dello Stabilimento AnsaldoBreda di Reggio Calabria, ed è elevato e invidiabile, e già viene difficile capire e finanche spiegare che nonostante ciò venga venduto al 100% a una multinazionale straniera”, dichiara il segretario della Fiom-Cgil Reggio Calabria Locri Antonio Pensabene Antonio che ricorda come “finanche la segretaria generale della Cgil Susanna Camusso nella sua recente visita a Reggio Calabria ha avuto parole di biasimo per la scelta di Finmeccanica di dismettere tutto il Gruppo AnsaldoBreda. E se quest’operazione inizia a sembrare sempre di più meno conveniente di quanto poteva apparire inizialmente per città come Pistoia e Napoli e i loro rispettivi stabilimenti, figuriamoci per Reggio Calabria”. Conclude il segretario della Fiom-Cgil “Il direttivo territoriale della Fiom-Cgil ha espresso netta contrarietà alla cessione al 100% delle Ex-Omeca. Ben venga un investitore privato se Finmeccanica ha in tal modo manifestato la sua incapacità a gestire e rilanciare il settore industriale ferroviario, ma sia comunque mantenuta una quota pubblica di partecipazione come reale garanzia per la fabbrica e le sue maestranze. Quota pubblica che permetterebbe comunque di non lasciare al privato ogni profitto futuro, che potrebbe essere anche consistente preso atto dell’alta produttività del sito e delle continue richieste di mercato nel settore.”

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