Regione, nuova “infornata” di “pensioni d’oro”

Sull’ultimo Bollettino ufficiale della Regione Calabria scorrono 8 determine del consiglio regionale. Sono le determine che riconoscono il vitalizio a ex consiglieri che non hanno superato l’esame delle Regionali del 23 novembre scorso oppure hanno preferito non ricandidarsi o non sono stati ricandidati dai rispettivi partiti. Dall’1 gennaio sono i nuovi “pensionati di lusso” della politica calabrese, pagati dalla Regione e quindi dai cittadini. A godere del vitalizio sono in particolare Pino Gentile (quasi 7,5mila euro lordi al mese), Piero Aiello (anche per lui quasi 7,5mila euro lordi al mese) e poi Giovanni Dima (7,4mila), Mimmo Tallini (6mila), Salvatore Magarò (6mila), Piero Giamborino (3,9mila), Mario Magno (3,5mila) e Salvatore Pacenza (3,5mila). Per Gentile, Aiello e Tallini la pensione è al momento sospesa in quanto ancora in servizio, per così dire (Gentile e Tallini in consiglio regionale, Aiello al Senato), ma comunque è stata loro riconosciuta. Secondo un calcolo sommario, solo questi 8 d’ora in poi graveranno sulle casse della Regione per 45mila euro al mese e per circa 550mila euro all’anno. Ma andranno ad aggiungersi ad altri 22 “privilegiati” che si sono visti riconoscere il vitalizio nelle scorse settimane. I nomi e le cifre, che – va sempre precisato – sono lorde e ovviamente sono graduate in base al numero di anni trascorsi sulle poltrone di palazzo Campanella: Peppe Bova, Nicola Adamo, Gigi Fedele, Giovanni Nucera (7.490 euro), Pasquale Tripodi (7.265 euro), Gianpaolo Chiappetta (6.175 euro), Damiano Guagliardi e Gesuele Vilasi (entrambi 6.366), Sandro Principe, Piero Amato, Francesco Sulla, Agazio Loiero (6.085), Giulio Serra (5.149 euro), Aurelio Chizzoniti (4.681), Giuseppe Caputo, Mario Franchino, Franco Pugliano, Ottavio Bruni, Emilio De Masi e Candeloro Imbalzano (3.745), Rosario Mirabelli (2.808). C’è anche Giovanni Bilardi, oltre 3mila euro di vitalizio sospeso però fin quando Bilardi sarà senatore. All’appello comunque mancano ancora parecchi ex consiglieri, compreso l’ex presidente dell’Assemblea Franco Talarico, che a occhio dovrebbe viaggiare anch’egli oltre le 7mila euro di pensione mensile. In ogni caso, si ingrossa sempre di più il plotone di ex consiglieri che godono del vitalizio: oggi sono quasi 150, e altri ne arriveranno. Perché è vero che da questa legislatura il vitalizio non c’è più, ma intanto vita natural durante la Regione Calabria dovrà sempre sborsare una bella cifretta per i diritti acquisiti. Altri calcoli. Con le “new entry” la spesa per i vitalizi alla Regione sarà di oltre 650mila euro al mese, moltiplicata per dodici mesi arriverà a sfiorare gli 8 milioni all’anno. Tanto ai calabresi costerà garantire la pensione a quanti certo non hanno aiutato la regione a uscire dal sottosviluppo e dall’isolamento. Ma si può andare avanti così?… (Ant. Cant.)

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