Regionali 2014, ecco le spese degli eletti al Consiglio

Giuseppe Graziano non ha badato a spese per entrare il consiglio regionale. L’attuale segretario di palazzo Campanella, in quota Casa delle Libertà, si è prodotto in una campagna elettorale ai limiti dello sfarzoso, e piuttosto costosa, ben 38.626 euro.Uno sforzo comunque ricambiato dalle urne. E’ Graziano il “recordman” delle spese elettorali sostenute nella tornata dello scorso 23 novembre analizzando i rendiconti che i consiglieri eletti hanno depositato all’Astronave nelle scorse settimane. E’ in buona compagnia, Graziano (nel fotino), che nel suo rendiconto dichiara di aver ricevuto contributi “da terzi” (comunque indicati per nome, cognome o ragione sociale) per 23mila euro provvedendo per il resto con il proprio portafoglio. Dietro di lui il governatore Mario Oliverio: spese elettorali pari a 37.410 euro e contributi per 37.700 euro, con una differenza di 289 euro che il presidente ha devoluto alla fondazione Casa di San Francesco d’Assisi onlus. E poi, nell’ordine, il presidente del consiglio regionale Tonino Scalzo, del Pd, con una spesa elettorale di 31.398 euro (contributi “esterni” pari a 24mila euro) e il vicepresidente dell’Assemblea Pino Gentile, dell’Ncd, con una spesa elettorale di 29.577 euro in gran parte sborsata di tasca propria. Campagna elettorale piuttosto dispendiosa anche per l’unica donna che ha fatto ingresso in Consiglio, la crotonese Flora Sculco di “Calabria in Rete”, con una spesa elettorale di 27.811 euro e un lungo elenco di contributi “da terzi”, e per l’attuale assessore regionale Carlo Guccione, del Pd), che ha speso in totale per le elezioni di novembre 26.840 euro. Si sta parlando di veri e propri “signori delle preferenze”, e forse si capisce anche il perché. Ma c’è anche chi ha raccolto lo stesso una messe di voti sborsando molto meno: come il vicepresidente della Regione Enzo Ciconte, del Pd, che ha speso poco più di 15mila euro (con 3.000 euro di contributi “da terzi”), o il consigliere regionale del Misto Mimmo Tallini (7.200 euro di spese elettorali rendicontate e tutte finanziate con fondi propri) o il capogruppo di Forza Italia Alessandro Nicolò (8500 euro di spese elettorali). GRAZIANO GiuseppeSi tratta di tre uscenti, altri invece hanno dovuto attrezzarsi in modo massiccio per essere eletti: esempio, i democrat Giuseppe Aieta (24.601 euro di spese elettorali), Michele Mirabello (22mila euro, con contributi “esterni” pari a 15 mila euro), Nicola Irto (18mila euro, quasi tutti coperti con contributi “esterni”) e il consigliere regionale della Cdl Giuseppe Mangiavalori (24.490 euro di spese elettorali, tutti presi dalle proprie tasche). Over 20mila euro anche i consiglieri regionali rieletti con Forza Italia Nazzareno Salerno (24.577 euro di spese elettorali, con contributi “esterni” pari a 20mila) ed Ennio Morrone (24.425 euro, cinque dei quali coperti con fondi propri). A scendere, Mauro D’Acri della “Oliverio presidente” (15.500 euro di spesa elettorale), i colleghi di lista Orlandino Greco (14.414), Francesco D’Agostino (13.169) e Franco Sergio (12.930 euro, tutti di tasca propria), il capogruppo dei “Democratici progressisti” Giuseppe Giudiceandrea (12.649), Arturo Bova sempre di “Dp” (12mila) e il capogruppo del Pd Sebi Romeo (10.840). Ma, a conferma del fatto che in politica i soldi non sono tutto, c’è anche una folta schiera di consiglieri eletti che è riuscita a mantenersi sotto la soglia dei 10mila euro di spese elettorali: il democrat Mimmo Bevacqua (8.780 euro), Franco Cannizzaro della Cdl (6.848), Giovanni Arruzzolo di Ncd (6.268), Giuseppe Neri di “Dp” (4.850), Vincenzo Pasqua della “Oliverio presidente” (4.436), Baldo Esposito di Ncd (3734). E infine, quasi “eroici” nella loro sobrietà, il democrat Mimmo Battaglia (che ha rendicontato 2.500 euro di spese elettorali) e Giovanni Nucera della Sinistra (1.440 euro). Nessuno dei consiglieri ha poi dichiarato nei rendiconti di aver avuto alcun sostegno dal partito o lista di appartenenza, mentre tutti hanno dichiarato come la quasi totalità delle spese sia stata assorbita dall’acquisto di materiale e mezzi di propaganda. La spesa elettorale dei consiglieri regionali ammonta complessivamente a 500mila euro, ma è praticamente impossibile quantificare il totale speso da tutti i candidati alle Regionali del 23 novembre scorso. Certo è che in campagna elettorale sono girati un mucchio di soldi… Gli eletti si potranno rifare presto grazie all’indennità di consigliere, per chi non c’è l’ha fatta la consolazione di aver fatto un investimento per il futuro ma anche il dubbio di non poterne mai raccogliere i frutti. (Ant. Cant.)

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