Il “Forum riformista” e l’orgoglio socialista

Due socialisti attorno a uno stesso tavolo sono una notizia. Una ventina di socialisti attorno allo stesso tavolo sono un fatto politico di un certo rilievo, oltre che di indubbia suggestione. In Calabria la storia socialista è una storia seria, importante, ancora radicata. La “diaspora” li ha sparpagliati in mille rivoli ma i politici cresciuti all’ombra di un Garofano che comunque non appassisce mai si cercano sempre. Ancora oggi. E non solo perché hanno nostalgia ma perché da veri riformisti comunque guardano avanti, nonostante l’insulto degli anni che passano e il rischio di essere sempre prigionieri di un sogno. s-principeIl fatto è questo: alla vigilia del 25 aprile è nata a Lamezia presso uno studio notarile l’associazione “Forum Riformista” a opera di Cesare Marini, Giorgio Centro, Leopoldo Chieffallo, Michele Drosi, Fabio Guerriero, Luigi Incarnato, Maria Teresa Laurito, Pietro Melia, Pino Napoli, Ercole Nucera, Peppino Petronio, Sandro Principe, Angela Romeo, Gianpaolo Catanzariti, Pino Franzé e Saverio Zavettieri. Il presidente del Forum è Cesare Marini. «Il Forum – fanno sapere i promotori – si propone come sede permanente di libero confronto a tutto campo, officina di idee e di proposte sui maggiori temi di attualità che interessano la società, la democrazia, l’economia e la politica per contribuire a far uscire in primis la Calabria dal vicolo cieco in cui da oltre un ventennio è stata cacciata e farla tornare regione normale col diritto – concludono – di avere un futuro».00001854 Tra i nomi di cui sopra c’e’ un pezzo consistente della storia del Partito socialista e della storia politica calabrese e non solo calabrese: Zavettieri, a esempio, era alla sinistra di Bettino Craxi (nella foto in alto), nel giorno dello storico discorso alla Camera nel pieno della bufera di “Tangentopoli”, Principe e Petronio (nei due fotini in bianco e nero) hanno anche avuto incarichi di governo. Qualcuno magari userà il termine “dinosauri” o “sepolcri imbiancati”: è innegabile che non sono di “primo pelo”, ma chi ha il diritto di giudicare soprattutto se il “nuovo che avanza” a volte, anche in Calabria, è molto peggio del vecchio e se in Calabria comunque dettano ancora legge i figli della tradizione democristiana e comunista? E allora il “Forum riformista”, che non è certo un nuovo partito, ha piena cittadinanza e ha comunque il merito di riaggregare tanti “profughi” dell’esperienza socialista, il cui orgoglio non è mai tramontato. Solo un interrogativo, che magari è anche un rimpianto: non potevano riaggregarsi quando non avevano ancora i capelli bianchi? (a. c.)

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