Regione “off limits” per le donne, la lotta della Sculco

Flora Sculco non si arrende alla solitudine… La combattiva consigliere regionale di ‘Calabria in rete’ ha preso di mira il ‘vulnus’, scandaloso, della scarsa rappresentanza femminile alla Regione, aggravata poi anche dall’odiosa esclusione della candidata governatrice sconfitta, Wanda Ferro. Per garantire un maggiore rispetto delle ‘quote rosa’, nei giorni scorsi la Sculco ha presentato una proposta di legge al Consiglio, già assegnata alla prima commissione ‘Affari istituzionali’ per l’esame di merito e alla seconda commissione per il parere. “La proposta – scrive la Sculco nella relazione di accompagnamento al testo – mira a garantire nel sistema elettivo regionale calabrese il principio di equilibrio di entrambi i generi, ormai consolidato nella giurisprudenza europea e costituzionale e presente nella maggior parte degli Statuti regionali e degli enti locali, nei Consigli e nelle Giunte delle autonomie territoriali, nonché delle Regioni. Tale misura rappresenta una priorità imprescindibile per ragioni di democrazia e di civiltà giuridica e sociale, anche in considerazione dell’esito delle ultime consultazioni elettorali che hanno visto giungere agli scranni consiliari della Regione Calabria solo una donna. La proposta, peraltro, attua pienamente i principi di cui agli articoli 3, 51, primo comma, 117, settimo comma, e 122 Costituzione nonché il comma 2 dell’articolo 38 dello Statuto regionale, secondo cui ‘La legge regionale promuove la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive’. Inoltre, si pone in linea con la legge 215/2012 (Disposizioni per promuovere il riequilibrio dellle rappresentanze di genere nei consigli e nelle giunte degli enti locali e nei consigli regionali. Disposizioni in materia di pari opportunità nella composizione delle commissioni di concorso nelle pubbliche amministrazioni), nonché con il novellato articolo 35 dello Statuto che introduce la misura minima del 30% per la rappresentanza di genere all’interno della Giunta regionale. Tale proposta di legge quindi novella la legge regionale 1/2005, in modo che anche la Regione Calabria assicuri ‘pari opportunità tra donne e uomini” (art. 51 Cost.) e che il sistema elettorale calabrese promuova ‘la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive’ (art. 117, settimo comma, Costituzione). Si tratta di una facoltà aggiuntiva, che introduce ‘…una norma riequilibratrice volta a ottenere, indirettamente ed eventualmente, il risultato di un’azione positiva”. Un risultato che – precisa la Sculco – “non sarebbe, in ogni caso, effetto della legge, ma delle libere scelte degli elettori, cui si attribuisce uno specifico strumento utilizzabile a loro discrezione’ (Corte costitutuzionale sentenza 4/2010). In particolare, l’articolo 1 modifica il comma 2 dell’articolo 2 della legge regionale 1/2005 prevedendo che, in caso di espressione di due preferenze, una debba riguardare un candidato di genere maschile e l’altra un candidato di genere femminile della stessa lista, a pena di annullamento della seconda preferenza. L’articolo 2 prevede, poi, l’adattamento delle schede di votazione al correlato principio di parità di accesso di uomini e donne alle cariche elettive regionali. In ultimo – conclude la Sculco – la proposta di legge non comporta alcun onere finanziario a carico del bilancio regionale”.

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