Calcioscommesse: Fabio Di Lauro, da difensore del Cosenza a “faccendiere”

Un cosentino al vertice di una delle due organizzazioni criminali attive nelle “combine” di partite di calcio. Tra i 50 fermati nell’ambito dell’operazione “Dirty Soccer” spicca la figura di Fabio Di Lauro, nato a Paola 40 anni fa, oggi imprenditore con una particolare predisposizione per i match “truccati” in qualità di faccendiere/ procacciatore/intermediario e in passato calciatore, conosciuto come difensore nel Cosenza di Zaccheroni ai tempi della serie B. Il nome di Di Lauro (nel secondo fotino) emerge soprattutto nella ricostruzione fatta dagli inquirenti sulle modalità operative delle due organizzazioni criminali sgominate dalla polizia. di lauro«Il primo gruppo criminale – si legge nel provvedimento di fermo di “Dirty Soccer” – si concentra sulle figure e le condotte di Mario Moxedano, Antonio Ciccarone, Pietro Iannazzo, il primo presidente, l’altro direttore sportivo del Neapolis, compagine militante nel campionato Lega Nazionale Dilettanti, serie D – Girone I, il terzo personaggio di primo piano della ‘ndrangheta calabrese ed esponente di spicco della cosca Iannazzo di Lamezia Terme con interessi nel settore calcio. I tre soggetti sopra indicati, valendosi della collaborazione di dirigenti sportivi, calciatori delle altre squadre partecipanti al campionato di serie D (Lega Nazionale Dilettanti), affaristi senza scrupoli, organizzano frodi sportive il cui scopo primario è quello di procurare la vittoria del campionato al Neapolis. Le frodi ordite dal gruppo investono tuttavia anche gironi diversi da quelli di appartenenza del Neapolis, mosse dal fine di effettuare scommesse sulle gare falsate così da lucrare su facili vincite ovvero cedere l’informazione alla cerchia di accoliti, tra i quali non mancano i calciatori, per consentire loro di scommettere sulle partite alterate. In tale contesto appare fondamentale la rete di informazioni che i protagonisti delle vicende delittuose scambiano tra loro. Moxedano e Ciccarone vengono così a conoscenza di altre società (ad esempio il Brindisi calcio) che perseguono il medesimo scopo di vincere il campionato, in un girone diverso dal Neapolis, ma con i medesimi mezzi e, cioè, attraverso “combine” di partite. L’associazione così facendo si apre a nuovi sodali che partecipano ad un patto reciproco di mutua assistenza che verrà meglio delineato nelle pagine a seguire». Gli inquirenti quindi analizzano le modalità operative della seconda associazione criminale, «il cui campo di pertinenza – scrivono ancora nel provvedimento di fermo – è il campionato professionistico della Lega Pro: questa organizzazione si dipana attorno alla figura di Fabio Di Lauro, ex calciatore, faccendiere che approfitta della parte marcia dell’ambiente del calcio professionistico, che ben conosce, traendo cospicui guadagni dalle scommesse sulle partite oggetto di frode sportiva che lui stesso finanzia attraverso gli stretti rapporti che intrattiene con “signori” delle scommesse dell’Est Europa nonché con gli “addetti ai lavori” del calcio “nostrano”». (a. c.)

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