Calcioscommesse, nell’inchiesta anche il Catanzaro

Bufera sul Catanzaro calcio. Nell’inchiesta “Dirty Soccer” condotta dalla polizia su disposizione della Procura del capoluogo calabrese spuntano anche i nomi del capitano giallorosso Domenico Giampà e del direttore sportivo Armando Ortoli, indagati per una presunta combine per la sfida Barletta-Catanzaro di Lega Pro, combine che non si sarebbe realizzata per il secco rifiuto del presidente del Catanzaro Giuseppe Cosentino. Nelle carte dell’inchiesta si legge che «Ercole Di Nicola (direttore sportivo dell’Aquila), offriva/prometteva a Ortoli Armando denaro o altra utilità o vantaggio e contestualmente Condò Luigi (direttore sportivo del Barletta), attraverso l’intermediazione di Maglia Fabrizio (direttore sportivo della Vigor Lamezia) offriva/prometteva a Giampà Domenico denaro o altra utilità o vantaggio affinché la squadra del  Catanzaro uscisse sconfitta dall’incontro di calcio di Lega Pro Girone C con la squadra del Barlettadisputato l’1 aprile 2015, cosentinoconclusosi poi in realtà col risultato di 1 a 1, non realizzandosi il risultato alterato per cause indipendenti dalla loro volontà, ossia a causa della sopravvenuta opposizione del presidente del Catanzaro nel momento in cui il calciatore Giampà Domenico si faceva portavoce nei suoi confronti della proposta di alterazione della partita, pervenutagli attraverso Maglia Fabrizio; circostanza questa che veniva addotta quale scusante dallo stesso ds del Catanzaro Ortoli». Intervistato da CatanzaroSport24 il patron del Catanzaro Giuseppe Cosentino (nella seconda foto) ha peraltro dichiarato: «Mai nessuno ha parlato con me di queste cose, se Giampà mi avesse detto una cosa del genere avrei subito denunciato il tutto. Non venderei una partita di calcio neppure per dieci milioni di euro. Per fortuna che a Barletta abbiamo pareggiato, così non ci saranno dubbi su quanto è pulito il Catanzaro e il sottoscritto. Non credo – ha concluso poi Cosentino – che Ortoli sia un uomo del genere, disonesto, ma non posso mettere la mano sul fuoco per gli altri, lo posso fare solo per me stesso».

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