A Catanzaro la storia e le tenebre di Paolo Mieli

La Galleria Mancuso di Catanzaro ha ripreso a essere il cuore pulsante della città e non quel buco nero utilizzato solo come “scorciatoia” per dirigersi da un capo all’altro del centro storico. Come un tempo, prima che i negozianti fossero costretti ad abbassare serranda e abbandonare quest’agorà commerciale nella sua desolazione e nel suo grigiore, la gente continua a mostrare interesse e coinvolgimento per “Le Piazze del Libro”, la manifestazione incentrata sulla (ri)scoperta del “sapere” e della cultura proprio presso la galleria. Organizzata dalla Ubik di Catanzaro (di cui Nunzio Belcaro è il deus ex machina) l’iniziativa sta per volgere al termine (l’epilogo avrà luogo domenica 31), ma ieri pomeriggio, ha toccato un’altra vetta culturale con la presenza di Paolo Mieli, nuovamente ospite della nostra comunità, per presentare le sue due opere attuali (“Le storie e la storia. Gli eventi nascosti nelle pieghe del passato” e “Storia e Politica. Novecento secolo delle tenebre”). Storico, saggista, già direttore de La Stampa e del Corriere della Sera, nonché presidente di Rcs Libri, Mieli è stato accolto dal numeroso pubblico nel fare il suo ingresso alle 19; introdotto da Salvatore Bullotta (archivista dell’Archivio storico comunale) e accompagnato nel suo intervento dalla professoressa Maria Perricelli e dal presidente del Gutenberg  Calabria (che ha curato l’evento) Armando Vitale, Paolo Mieli ha voluto rivolgere un ringraziamento desueto, un po’ insolito rispetto alla consuetudine, come lui stesso ammette: “Rivolgo un ringraziamento non rituale a voi, che siete così numerosi! Recentemente sono venuto a Catanzaro siccome ho notato un risveglio civile e culturale delle ‘Calabrie’ (le varie realtà locali) che voglio seguire da vicino, perché qui sta emergendo qualcosa di positivo di questo Paese”. Poi una doverosa citazione :“Nunzio Belcaro è un autentico esempio di eroismo civile e un giorno il Paese si ricorderà di persone come lui”.073 Quindi, un elogio alla manifestazione che lo ha ospitato: “Grazie alla sinergia tra volontariato, associazioni e istituzioni, nascono delle importanti occasioni di confronto e crescita. Senza libertà non avremmo niente e l’Italia vive perché esistono fenomeni di cui Catanzaro è all’avanguardia: siate fieri d’aver partecipato ad un pomeriggio come questo, perché siete la spina dorsale senza la quale il Paese sarebbe totalmente fracido”. Due libri accomunati da un unico filo conduttore e “storia, politica e tenebre” ne sono gli elementi preponderanti per delineare un percorso che parte da lontano, offrendo più chiavi di lettura:“La storia non è solo una controversa sulle espressioni e le interpretazioni  del passato, ma è una preziosa sorgente di legittimazione. Da sempre si combatte per arrivarea questa sorgente”. Insomma, la storia come punto d’approdo, non solo come parentesi antropologica da scandagliare, all’interno della quale ognuno cerca il modo di sentirsi riconosciuto come parte attiva: “È  come se avessimo un unico fiume che offre l’acqua potabile e la storia è la montagna da cui sgorga questo fiume”, osserva Paolo Mieli, prima di essere interrotto da un simbolico fuoriprogramma, ossia l’irruzione di un gruppo di insegnanti “armati” di libri e voce (nella seconda foto), che ha espresso in maniera pacata ma ferma il suo rifiuto al ddl della “Buona Scuola” targato Renzi-Giannini. Educatori, lavoratori che rivendicano il proprio “essere” (proprio come Mieli tratta in queste due opere, coincidenza!) e che raccolgono la solidarietà ed il supporto dei presenti, attraverso le parole di Belcaro, intervenuto immediatamente: “Carissimi, la nostra attività è volta alla valorizzazione della Scuola, non della ‘buona scuola’”.

Co. S.

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