Caso Rosarno, il Pd: non lasceremo sola la Tripodi

«Voglio esprimere, a nome dei democratici calabresi, la solidarietà a Elisabetta Tripodi costretta ad interrompere la sua esperienza da sindaco di Rosarno a seguito delle dimissioni di undici consiglieri comunali di cui uno di maggioranza». Lo dichiara il segretario del Pd Calabria Ernesto Magorno. «Chi si è assunto questa responsabilità – aggiunge Magorno – ha scelto di interrompere l’azione di cambiamento e di buon governo portata avanti da Elisabetta Tripodi, sindaco coraggioso, vera e propria bandiera di legalità, che ha testimoniato con passione e azioni concrete la voglia di riscatto della sua città da ogni ombra e da ogni pressione della criminalità». Annuncia poi il segretario democratico calabrese: «Su quanto accaduto a Rosarno terremo una conferenza stampa, domani 30 maggio alle ore 11,00, nella sede della federazione regionale del Pd di Lamezia. Con me saranno presenti l’onorevole Demetrio Battaglia, il segretario della federazione provinciale di Reggio Calabria Seby Romeo, e altri deputati e consiglieri regionali del Pd. Non lasciamo sola Elisabetta Tripodi e vogliamo, insieme, che l’azione di profondo rinnovamento e di affermazione delle legalità prosegua, senza alcuna incertezza, a Rosarno e in tutta la Calabria». Anche il segretario provinciale del Pd di Reggio, Sebi Romeo, capogruppo democrat alla Regione, interviene sulla vicenda: «Lo scioglimento del consiglio comunale di Rosarno, determinato dell’incredibile decisione di undici consiglieri comunali di dimettersi, rappresenta un fatto lesivo per la democrazia, le istituzioni e il futuro di questo Comune. Perché – si chiede Romeo (nella foto con Magorno) – i consiglieri comunali decidono, a un anno dalle elezioni, di far cadere l’amministrazione? Sarà l’ennesimo commissario a fare gli interessi di Rosarno? Noi riteniamo che non vi siano ragioni politiche o amministrative dietro tale insensato gesto, e che in ogni caso la normale dialettica consiliare sarebbe stata più utile nell’interesse del Paese: sciogliere il consiglio comunale non è mai una soluzione. Chi si è assunto questa grave responsabilità ne risponderà agli elettori e alle istituzioni democratiche. A Elisabetta Tripodi – conclude Romeo – va il mio sostegno e la mia piena solidarietà».

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