Regione ed enti locali, la preoccupazione della Cgil

Caos istituzionale sulla trasformazione dell’ente Provincia, tagli dalla legge di stabilità, fusione dei  piccoli Comuni. Lavoratori delle cinque Province calabresi in stato d’allerta. Se n’è parlato in un dibattito partecipato, tra un pubblico vario e pieno di centinaia di dipendenti provinciali da tutta la Regione, stamattina alla Provincia di Catanzaro, sul tema di quale futuro ci sia per gli enti locali, tutti, Province, Comuni e città metropolitana, alla luce delle ultime leggi e di un percorso istituzionale travagliato, in profonda trasformazione. Un vero e proprio faccia a faccia tra le parti sociali, la Cgil che ha organizzato l’incontro, con i segretari generali  Michele Gravano, Alfredo Iorno e da Roma Federico Bozzanca, la Regione, rappresentata dal professore Antonio Viscomi, nella sua prima uscita pubblica da direttore generale della Presidenza della Regione Calabria, Enzo Bruno presidente calabrese dell’Unione province italiane, ancora per le parti sociali Claudio Cavaliere, segretario di Lega Autonomie Calabria. Dibattito moderato dal presidente dell’Ordine dei giornalisti Giuseppe Soluri. «Da Delrio finora abbiamo avuto solo disastri in Calabria», ha detto tra le altre cose il segretario di Cgil Calabria Michele Gravano. Da qui le diffidenze. Ed è arrivata forte anche  la proposta della Cgil. «Vorremmo che si arrivasse anche in Calabria al protocollo d’intesa che Delrio ha firmato a livello nazionale con sindacato e parti sociali – ha detto il segretario del la Funzione pubblica Cgil Calabria Alfredo Iorno –  Chiediamo che l’Anci, l’Upi, la Lega autonomie, la Regione Calabria, firmino con noi un protocollo di intesa che ripristini quelle opportunità di mettere in campo le capacità che i sindacati con i lavoratori, profondi conoscitori degli enti in cui lavorano, possono portare. Se come Cgil otteniamo oggi dalla Regione una convocazione per firmare il protocollo d’intesa vuol dire che questa giornata è servita. Le questioni sono assai delicate e preoccupanti,  dalla soppressione delle Province e il guazzabuglio di dove andranno a finire i dipendenti provinciali, i tagli enormi attuati dal Governo con la legge di stabilità, alla fusione dei Comuni, appunto, che ci sta molto a cuore». Sono oltre 140, hanno ricordato dalla Cgil, i Comuni calabresi in stato di dissesto finanziario. «Questo – ha detto ancora Iorno di Fp Cgil Calabria – ci preoccupa enormemente, il mantenimento dei posti di lavoro già esistenti nel pubblico impiego e la stabilizzazione di quelli ancora precari, come gli Lsu, così non smettiamo di abbassare la guardia sul problema più grande, la  ‘ndrangheta e la corruzione nella pubblica amministrazione, un continuo drenaggio di risorse che escono fuori dall’economia normale e razionale e si mettono d’ostacolo alla occupazione e al lavoro». Un atteggiamento di  apertura è stato espresso, a nome del presidente della Regione Oliverio, da parte del Direttore generale Viscomi, su queste tematiche.

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