Gioia Tauro, la Cgil: bene la Regione, male il governo

«Dopo l’incontro di ieri con l’assessore regionale ai trasporti, De Gaetano, e l’amministratore delegato di Mct, Bagalà, si comincia a capire che l’orientamento della Giunta regionale e del presidente Oliverio va nella direzione giusta, da noi da anni auspicata, che favorisce la ripresa dell’attività portuale e della prospettiva industriale». Lo afferma Nino Costantino, segretario generale della Cgil della Piana di Gioia Tauro, secondo il quale «ha inciso la decisione di Oliverio di assegnare 3 milioni di euro per l’abbattimento delle tasse di ancoraggio che ha favorito la concreta decisione di Aponte, proprietario di Msc, di intervenire a Gioia Tauro facendo aumentare già da luglio i movimenti a 40 mila settimanali, oltre alla volontà di localizzare nel porto l’attività di manutenzione dei container frigo e anche quella dell’intera flotta di Msc. Abbiamo espresso soddisfazione – dice ancora il dirigente Cgil – per questo serio e concreto impegno della Giunta e del presidente Oliverio. Ma continuiamo a essere profondamente insoddisfatti dell’attività e dell’impegno del governo nazionale sul porto e sul retro porto di Gioia Tauro. Per questo, oggi, anche alla luce delle importanti novità emerse dal confronto Regione-Aponte e nell’attuazione della città metropolitana di Reggio Calabria, chiediamo che il governo nazionale intervenga concretamente sul porto garantendo un tavolo nazionale sul futuro del porto e sulla graduale riduzione della cassa integrazione». Costantino chiede «poche ma significative cose. La prima è l’istituzione della Zona Economia Speciale (Zes), da tutti richiesta e dal Governo mai presa in considerazione; la seconda è relativa a caratterizzare il porto attraverso la logistica; la terza è considerare Gioia Tauro, se non il figlio prediletto del Governo, almeno il fratello non indesiderato di Genova e Trieste, dove invece, invece, il ministro Del Rio ha il cuore e la testa come si evince anche dalla proposta di riforma della portualità italiana; la quarta è aiutare questo retro porto a trovare una possibile e necessaria dimensione industriale, anche attraverso una moderna infrastrutturazione materiale e immateriale. Per fare ciò occorre volontà politica e investimenti, cose che il Governo nazionale non vuole mettere. Fino adesso si è limitato alla propaganda come le visite trimestrali del presidente Renzi, già saltate. Per questo, la Cgil – dichiara – lancia la proposta di costruire su questa semplice e concreta piattaforma un vasto movimento popolare che metta assieme oltre ai cittadini, i lavoratori ed il sindacato, l’impresa sana e laboriosa, i nuovi sindaci della Piana di Gioia Tauro, il sindaco di Reggio Calabria, i parlamentari e i consiglieri regionali, il sistema universitario e i saperi, la Chiesa e le sue strutture, Libera e il variegato mondo dell’associazionismo laico e cattolico. Non è più il tempo di aspettare. Come Cgil – conclude Costantino – dedicheremo i prossimi due mesi alla realizzazione di questo obiettivo. Occorre che questo territorio rialzi la testa, abbia un sussulto di orgoglio, si ponga l’obiettivo di risorgere attraverso le proprie intelligenze e la propria capacità. Il Governo non può abbandonare il porto e la Calabria».

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