Ammortizzatori, esplode la rabbia della Calabria

Eclatante protesta dei percettori di ammortizzatori sociali in deroga, che hanno bloccato l’aeroporto di Lamezia Terme per lamentare lo stop dei pagamenti da parte del governo. La mobilitazione, che sta creando disagi allo scalo lametino, è stata organizzata da Cgil, Cisl e Uil, che portano avanti una vertenza che riguarda in Calabria circa 30mila persone. I sindacati parlano di una situazione che ”rischia di far esplodere una fortissima tensione sociale acuendo il dramma di migliaia di lavoratori che da mesi e mesi aspettano quanto dovuto. Dopo il pagamento della mensilità di gennaio 2014 tutto si è inspiegabilmente bloccato. Infatti, nonostante la disponibilità di ben 55 milioni, i lavoratori dovranno ancora attendere non si sa ancora per quanto tempo. La nota inviata la scorsa settimana dal ministero del Lavoro contempla alcune restrizioni retroattive che impediranno il percepimento della mobilità in deroga a migliaia e migliaia di lavoratori. Mentre c’è chi quasi plaude a queste scelte scellerate, Cgil, Cisl e Uil Calabria esprimono la più ferma condanna di scelte incomprensibili fatte sulla pelle dei lavoratori. Nello stesso tempo, vengono bloccate le istanze di mobilità 2013 non decretate per ritardi non certo imputabili ai lavoratori che ne avevano diritto e che produrranno la crescita di un contenzioso già in atto e che ora esploderà con ulteriori aggravi di costi. Il ministero nega, così, le prestazioni di sostegno 2014 a decine e decine di migliaia di lavoratori che, già privi di ogni fonte di reddito, si vedono ora esclusi da ogni forma di protezione sociale”. ”Al Governo regionale chiediamo – concludono i sindacati – di aprire subito il cantiere del Piano per il lavoro e l’occupazione che, integrando risorse comunitarie e regionali, realizzi un sistema di vere politiche occupazionali”.

All'aeroporto di Lamezia protesta lavoratori

Protesta sugli ammortizzatori sociali a Lamezia

Un pensiero su “Ammortizzatori, esplode la rabbia della Calabria

  1. lorena lucia

    Salve sono lorena lucia dal 2011lavoratrice in mobilita’. Leggendo l’articolo resto perplessa e mi domando se sara’l’ennesima presa in giro nei confronti di persone che hanno perso il lavoro e che non sanno piu’cosa fare o dire per andare avanti. Persone disperate che hanno una famiglia da portare avanti e non sanno come fare ad assolvere i propri doveri e che per questo si ritrovano dalla sera alla mattina soli e senza dimora magari con due tre figli da sfamare. Quello che penso e che il governo dovrebbe prendere coscienza di questo dramma e garantire un minimo di sussidio per permettere a milioni di persone almeno il minimo indispensabile per vivere dignitosamente.

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