“Rimborsopoli”, Callipo agita le acque nel Pd

«Le vicende regionali che rimbalzano su tutti i media nazionali e la profonda crisi del Pd in Calabria, incapace di dare inequivocabili segnali di cambiamento, impongono un’assunzione di responsabilità a chiunque voglia recuperare l’orgoglio di appartenere a un grande partito progressista e moderno». Lo afferma Gianluca Callipo (nella foto), dirigente del Pd e sfidante di Oliverio alle primarie per la carica di presidente della Regione nella scorsa estate, commentando l’inchiesta “rimborsopoli” della procura di Reggio. Callipo spiega «perché abbiamo deciso di organizzare un incontro pubblico a Lamezia, martedì 30 giugno, alle ore 18.00, presso l’Hotel Ashley. Una riunione per focalizzare, alla luce di quanto sta accadendo, i temi e le priorità sui quali l’assemblea regionale del Pd, di cui chiediamo l’immediata convocazione, deve essere chiamata a confrontarsi. Ma non tra qualche giorno o qualche settimana. Adesso. Vi aspettiamo». Nei giorni scorsi Callipo ha fortemente contestato il segretario regionale del Pd Ernesto Magorno che, dopo l’esplosione dell’inchiesta, aveva sollecitato il governatore Oliverio a comporre “una nuova squadra di governo, con il coinvolgimento di tutte le forze sane di ogni ambito della società calabrese”. Magorno – ha detto Callipo – «è clamorosamente in ritardo. Se avesse agito in questo senso durante la composizione delle liste per le elezioni regionali e poi, dopo il responso delle urne, in sede di formazione della giunta, non saremmo a questo punto. Magorno non è credibile quando auspica maggiore apertura e coinvolgimento, perché sino a oggi la gestione del partito e le scelte che questo ha compiuto hanno coinciso esclusivamente con la sue. Dopo le primarie, non è stato consentito alcun confronto con quei 55mila calabresi, pari al 42 per cento di chi ha partecipato alla consultazione preelettorale, che avevano fatto una precisa scelta di cambiamento. Oggi non basta invocare l’ennesima “profonda riflessione” all’interno del partito, perché non c’è nulla di così difficile da cogliere nell’analisi politica di questo brutto momento. La verità – ha concluso Callipo – è che ancora una volta la magistratura si trova incidentalmente a surrogare la mancanza di coraggio di una classe politica regionale incapace di esprimere un indirizzo inequivocabile di chiarezza e coerenza».

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